<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418</id><updated>2011-11-27T16:57:50.791-08:00</updated><title type='text'>ContractorAction</title><subtitle type='html'>In questo piccolo blog parleremo di: Vita da Contractor.
Se hai voglia di raccontare la tua storia sei ben accetto. La fantasia non deve avere limiti, possiamo anche inventare storie fantastiche e ovviamente nel rispetto delle regole di buon contegno. Invia la tua storia, vera o frutto di immaginazione, a questo indirizzo, netrot@gmail.com oppure a  fmanca87@gmail.com, firmala e la vedrai pubblicata. Ciao e buoni racconti.....</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>19</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-7003560599621413305</id><published>2010-09-18T13:21:00.001-07:00</published><updated>2010-09-18T13:25:44.692-07:00</updated><title type='text'>Afghanistan la morte del tenente Alessandro Romani</title><content type='html'>&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 219px; FLOAT: left; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518351576257036322" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/TJUfhWiEgCI/AAAAAAAAAG0/prpnqK8NqP8/s320/alessandro_romani_afghanistan-219x300.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;Ucciso un soldato italiano in Afghanistan&lt;br /&gt;Uno o piu’ colpi di kalashnikov durante un blitz per catturare quattro ‘insorti’ che, poco prima, avevano piazzato una bomba lungo una strada.&lt;br /&gt;Uno o piu’ colpi di kalashnikov durante un blitz per catturare quattro ‘insorti’ che, poco prima, avevano piazzato una bomba lungo una strada. E’ morto cosi’, nella provincia di Farah, il tenente Alessandro Romani, 36 anni, romano, ufficiale del 9/o reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin della Folgore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un nuovo lutto che cade alla vigilia di una giornata considerata “cruciale”, il voto per le elezioni legislative, e caratterizzata da una quantita’ di incidenti in tutto l’Afghanistan, compreso l’Ovest affidato al comando del generale degli alpini Claudio Berto, dove un razzo e’ stato tirato contro una base italiana, sono stati sequestrati candidati e loro sostenitori, sono stati compiuti attentati ai mezzi che trasportavano le schede elettorali e un ordigno rudimentale piazzato su una bicicletta e’ stato fatto esplodere nel cuore di Herat, dove si trovano le due basi principali degli oltre 3.500 soldati italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tenente Romani – celibe, con molte missioni in prima linea alle spalle – e’ stato ucciso nel distretto di Bakwa, nella parte orientale della provincia ad altissimo rischio di Farah, ad un anno esatto dalla strage di Kabul, in cui vennero uccisi altri sei para’ della Folgore. Tutto era cominciato di prima mattina, quando un aereo senza pilota Predator dell’Aeronautica militare italiana aveva avvistato quattro persone intente a posizionare una bomba sotto l’asfalto, lungo la strada che collega Farah a Delaram. Sempre il Predator ha ‘seguito’ gli attentatori e segnalato il luogo dove questi si erano rifugiati. A questo punto e’ scattata l’operazione affidata alla ‘Task force 45′, composta dagli uomini delle Forze speciali italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il team di incursori del 9/o Col Moschin della Folgore e’ partito da Farah a bordo di un elicottero Ch 47, scortato da due elicotteri d’attacco Mangusta. Dopo poco e’ giunto sul posto ed e’ atterrato nei pressi della casa dove si erano nascosti gli insorti. Durante l’incursione, pero’, due dei commandos italiani sono stati centrati da un numero imprecisato di colpi di arma da fuoco. Li hanno soccorsi e portati via, all’ospedale militare da campo di Farah. Le loro condizioni, in un primo momento, non erano state definite gravi (“feriti a una spalla”), anche se uno dei due era un “codice A”. E’ stato sottoposto ad un intervento chirurgico durante il quale ci sarebbero state “complicazioni”. La notizia della sua morte e’ arrivata inattesa a Camp Arena, il quartier generale italiano di Herat. L’altro ferito, un militare di truppa sempre del Col Moschin, non correrebbe invece pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sull’operazione non si conoscono altri particolari, cosi’ come ammantata dal riserbo e’ l’attivita’ della Task force 45, di cui si conosce pochissimo. Ignota pure la sorte dei talebani: quello che e’ certo e’ che i due elicotteri Mangusta hanno scaricato contro il loro rifugio l’enorme potenziale di fuoco di cui sono dotati. “Sono tornati scarichi”, ha detto una fonte, e questo rende l’idea di che inferno possa essere stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nel settore dell’Afghanistan affidato al comando italiano questa vigilia di elezioni e’ stata caldissima ovunque. Nel cuore di Herat, al bazar della Cittadella, l’antica fortezza che si dice sia stata costruita per volere di Alessandro Magno, alle 18.12 e’ saltata in aria una bicicletta esplosiva: l’ordigno rudimentale e’ stato azionato con un radiocomando. Tre feriti, tutti civili. Poco prima, piu’ o meno nello stesso luogo, alcuni giornalisti italiani stavano facendo interviste in mezzo alle bancarelle e il clima non era del tutto cordiale. “Andra’ a votare domani?”. Il giovane ha risposto ringhiando: “Qui ci sono troppi infedeli”. Un quarto d’ora dopo lo scoppio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre nella provincia di Herat, ad Adraskan, un candidato alle elezioni di domani e’ stato rapito, stessa sorte subita da 10 sostenitori di un altro candidato e da otto componenti della Commissione elettorale indipendente a Moqur, nella provincia di Badghis, sempre nell’ovest. Nel distretto di Shindand, un convoglio di camion che trasportava schede elettorali e’ stato coinvolto in un attentato: e’ esploso un ordigno, provocando il ferimento del conducente di un mezzo e di due passanti. E’ stato fatto intervenire uno dei team di “reazione rapida” italiani predisposti per garantire la sicurezza delle elezioni: i blindati Freccia sono giunti sul posto e, dopo aver messo in sicurezza l’area, hanno portato il materiale elettorale a destinazione. Ancora a Shindand, un razzo e’ caduto nell’area perimetrale che ospita la base militare italiana, senza provocare ne’ feriti ne’ danni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In mattinata un’operazione molto delicata di trasporto schede era stata compiuta da un elicottero Ch47 dell’Esercito, scortato da due Mangusta. L’equipaggio, sfidando una tempesta di sabbia, era riuscito ad arrivare nel remoto distretto di Por Chaman, dopo che per giorni l’impresa era fallita. Al comando italiano di Herat erano molto soddisfatti nell’annunciare la riuscita dell’operazione, perche’ solo in quel distretto non erano riusciti ancora a arrivare. Era cominciata bene e nessuno immaginava che non sarebbe stata una buona giornata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-7003560599621413305?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/7003560599621413305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/09/afghanistan-la-morte-del-tenente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/7003560599621413305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/7003560599621413305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/09/afghanistan-la-morte-del-tenente.html' title='Afghanistan la morte del tenente Alessandro Romani'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/TJUfhWiEgCI/AAAAAAAAAG0/prpnqK8NqP8/s72-c/alessandro_romani_afghanistan-219x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-1060182410531165519</id><published>2010-02-28T12:45:00.000-08:00</published><updated>2010-02-28T12:54:12.691-08:00</updated><title type='text'>DECIMA M.A.S.</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eEsqpF-v1qs&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/eEsqpF-v1qs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S4rXJ1uJpjI/AAAAAAAAAFU/rzFuhO_yOB8/s1600-h/x-mas.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 224px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443399663670109746" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S4rXJ1uJpjI/AAAAAAAAAFU/rzFuhO_yOB8/s320/x-mas.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decima Flottiglia MAS, Vittoriosa già sul mare, ora pure sulla terra per l'Onore d'Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alzi la mano chi non ricorda quando l'insegnate di storia, decide per l'interrogazione a sorpresa, e guardandovi quasi beffardo chiede: "Raccontami di D'Annunzio, e della Beffa di Buccari!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh si, ci siamo passati tutti, o quasi. Pochi però ricordano che i piccoli natanti utilizzati in quella particolare azione erano dei MAS, motoscafi armati di due siluri e modificati in modo da superare silenziosamente le difese dei porti austroungarici. Qui tracceremo la storia di uomini e donne che ripresero, per mare e per terra, lo spirito di quegli incursori notturni: ed allora facciamo un pò di storia, partendo dal principio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'occasione di eventi bellici l'uomo ha sognato di realizzare dei mezzi piccoli ed economici, ma armati ed operanti in modo tale da affondare grandi navi senza la necessità del confronto diretto fra le flotte. Il sogno si realizza all'inizio del XX secolo, con i sommergibili. Allo scoppio della prima guerra mondiale, per combattere questi incursori un cantiere navale veneziano, lo SVAN, fornisce alla Regia Marina il primo MAS (Motobarca Armata Svan)( D'Annunzio interpreterà la sigla con il motto "Memento Audere Semper" ) Che cos'era il MAS ?: un motoscafo armato di cannone da 57mm, 3 mitragliatori e bombe antisommergibile destinato a scorrazzare sui mari in velocità ed agilità, abbastanza piccolo da non costituire bersaglio facile da colpire ma sufficientemente armato per provocare seri danni ai suoi avversari subacquei. Venne così costituita, in seno alla Regia Marina, la prima squadriglia MAS ove la sigla però si muta Motoscafo Anti Sommergibile; un ruolo tipicamente difensivo per un mezzo economico nella costruzione e nell'impiego. Il C.V. Costanza Ciano intuisce ben diverse possibilità per queste veloci imbarcazioni, e riesce ad armarle con due siluri. Che abbia visto giusto lo si vedrà nel giugno 1918, quando Luigi Rizzo, con un solo lancio, affonda al largo di Premuda la corazzata Szent Istvan. Ma Ciano, e l'ammiraglio Paolo Thaon di Revel, sviluppano ulteriormente la loro idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I MAS subiscono ulteriori adattamenti che li rendono idonei a forzare i porti avversari. Ossia, navigando lentamente ed in modo silenzioso, si infilano dentro le basi navali avversarie senza farsi scorgere, superando le ostruzioni e riuscendo a non attrarre l'attenzione dei posti di guardia. È nato un nuovo modo di guerreggiare per mare, quello degli assaltatori. I buoni risultati conseguiti nel 1916 fanno in modo che l'anno successivo si studino mezzi non più adattati, come erano i MAS, ma appositi: i primi mezzi d'assalto. All'arsenale di Venezia si provano imbarcazioni a remi e scafi elettrici, dotati di cingoli per superare le ostruzioni. C'è anche un medico militare, il dottor Raffele Paolucci, che si allena a nuotare in acque fredde per lunghe distanze e trainandosi dietro un galleggiante. Nei suoi piani, questo rimorchio simula una carica esplosiva da applicare alla carena della nave avversaria. A Venezia compie i suoi esperimenti anche il Cap. G.N. Raffaele Rossetti; con un operaio militare, di nome Sanna, ha pensato ad un siluro navigante a pelo d'acqua, giudato da un operatore, con a prua delle cariche esplosive da attaccare, grazie ad un magnete, sulle lamiere della nave nemica. Infine il Ten. G.N. Belloni prende in esame, per la prima volta, le operazioni subacquee, pensando a degli incursori trasportati da un sottomarino entro il porto nemico, e che vi fuoriescano sott'acqua per attaccare i possibili bersagli. Nella Grande Guerra solo alcuni di questi mezzi sono provati, con alterno successo. Il miglior risultato lo consegue la "Mignatta", il siluro a lenta corsa inventato da Rossetti. Egli stesso, con Raffaele Paolucci, la notte del 1° novembre 1918 forza il porto di Pola, e riesce ad attaccare una testata esplosiva sotto la corazzata Viribus Unitis. Quindi i due, stremati e scoperti, sono catturati e trasferiti a bordo della stessa unità avversaria. Poco dopo l'ordigno esplode, e la nave affonda. Ma non basta; la mignatta, senza più controllo, prosegue il suo moto sino ad arrestarsi sotto il piroscafo Wien, esplodendo e colando a picco pure questo involontario bersaglio. Il dopoguerra fa dimenticare i mezzi e le tecniche nuove per quasi quindici anni. Nel 1935, per la probabilità di un conflitto con la Gran Bretagna, riprendono gli studi e le proposte. Due ufficiali di Marina, Teseo Tesei ed Elios Toschi, partono dalla mignatta per realizzare un mini sommergibile, con equipaggio di due uomini e propulsione elettrica, armato con una testata esplosiva amovibile, da appendere alle alette antirollio dell'unità scelta come bersaglio. Il nuovo mezzo viene chiamato, per motivi di riservatezza, siluro a lenta corsa. Le sue scarse doti di manovrabilità gli guadagnano il nome con cui è più famoso: Maiale. Lo stesso anno la neonata 1ª Flottiglia MAS è incaricata di organizzare i Mezzi d'Assalto della Regia Marina. Nel 1936 l'Amm. Aimone di Savoia-Aosta inventa gli MTM (Motoscafi da Turismo Modificati), dei barchini veloci con la prua imbottita da 300Kg di esplosivo. Il pilota si lancia ad una velocità di 30 nodi verso il bersaglio, eiettandosi poco prima della collisione assieme ad un galleggiante. Lo scafo, al contatto con la fiancata, è tagliato in due da piccole cariche esplosive. Ad otto metri di profondità detona quella principale. La famiglia dei Mezzi d'Assalto si arricchisce così di un terzo componente oltre ai MAS ed agli SLC.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo, iniziano a Livorno, sotto la guida dell'ingegner Belloni, le esperienze dei Guastatori Subacquei, i Gamma, che marciando sul fondo marino debbono trasportare un ordigno sin sotto le navi avversarie. Con lo scoppio del 2° conflitto mondiale i Mezzi d'Assalto iniziano la loro carriera operativa, in particolare dei Maiali, trasportati presso gli obiettivi da sommergibili come lo Scirè, comandato da un "certo" T.V. Junio Valerio Borghese, che diverrà successivamente il Comandante della Xª MAS. Nell'estate del 1940 una spedizione nel porto di Suda (Creta) porta 6 MTM ad affondare l'incrociatore pesante inglese York e a danneggiare la petroliera Pericles. Sorte diversa ottiene l'operazione "B.G.3" su Gibilterra il 15 maggio 1941. Qui la missione è più volte tentata con esito negativo, per una serie di inconvenienti e di contrordini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel marzo del 1941 La 1ª Flottiglia MAS diviene la Xª Flottiglia MAS, un'organizzazione segreta destinata a sperimentare ed usare le nuove armi d'assalto, con Borghese al comando dei mezzi subacquei. Il nome è scelto nel ricordo della Decima Legione, prediletta dall'imperatore Giulio Cesare. Nel luglio del 1941 arriva il disastro con l'operazione "Malta2", progettata in grande stile con l'impiego di MAS, MTM e SLC, per l'attacco al porto della Valletta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli inglesi infatti, oltre che avere installato uno dei primi prototipi di radar nella base, sono in grado di decifrare i messaggi in codice della marina tedesca grazie alla cattura, avvenuta qualche mese prima, di un sommergibile germanico nel cui interno era custodita la macchina decodificatrice "Enigma". Quel sommergibile era stato considerato, dallo stato maggiore tedesco, affondato senza possibilità di recupero, e solo negli anni 70 venne rivelata la verità. Il suo immediato ricupero da parte degli alleati permise loro di primeggiare sui mari per gran parte del conflitto. L'attacco a Malta prende il via il 25 luglio 1941 e trova l'avversario in allarme; il fuoco sui mezzi italiani lascia sul mare 15 morti, 18 prigionieri ed affonda 2 MAS, 2 SLC e 8 MTM. Dopo questa esperienza negativa avviene una riorganizzazione della Decima, dalla quale nasce, per l'intuizione del Com. Eugenio Wolk, una nuova specialità : i "nuotatori d'assalto" o uomini "Gamma", subacquei sprezzanti del pericolo che a nuoto si incaricano di collocare esplosivo sotto le chiglie delle navi nemiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di lì a poco una nuova missione giunge al successo, è la "B.G.4": obiettivo Gibilterra, data il 20 settembre 1941. Gli SLC affondano 2 navi cisterna (la "Fiona Shell" e la "Denbydale") e la motonave "Durban", ed è di nuovo vittoria. Il culmine della gloria viene raggiunto il 18 dicembre 1941 nel porto di Alessandria; l'impiego degli SLC porta al serio danneggiamento della petroliera "Sagona" e di due importanti corazzate, la "Valiant" e la "Queen Elizabeth". I danni impediranno alle navi di rivedere il mare prima della fine del conflitto. Lo stesso Churchill affermerà : "L' Inghilterra ha perso, con la perdita delle navi affondate, la supremazia della flotta in Mediterraneo; prepariamoci a subirne le conseguenze". In tutto il 1942 si susseguono diverse missioni con ottimi risultati, molte con il coinvolgimento degli uomini "Gamma". Il 1° maggio 1943 Junio Valerio Borghese assume il comando dell'intera Xª Flottiglia MAS. Poi arriva il tragico 8 settembre 1943. Se l'armistizio porta le forze armate terrestri ed aeree italiane allo sbando più totale, per la Marina la cosa è diversa. Le navi da battaglia, gli incrociatori, il grosso della flotta è ancora in piena efficienza. E queste navi si consegnano senza combattere ad un avversario divenuto improvvisamente amico. È una resa senza condizioni, mascherata col nome di armistizio. Una bella figura di marinaio, il comandante Carlo Fecia di Cossato, si ucciderà per questo, lasciando in una lettera alla madre, testimonianza di sentimenti condivisi da moltissimi altri marinai. I tedeschi intanto calano dal nord, catturano e disarmano intere divisioni rimaste senza ordini, occupano di fatto l'Italia. Nelle basi della Decima tutto rimane normale. Il comandante Borghese apprende casualmente dell'armistizio. Dopo aver cercato invano ordini, ed aver superato una gravissima crisi morale, decide che continuerà a combattere a fianco dell'alleato tedesco, e con i colori italiani. Quando la Kriegsmarine lo contatta, egli offre la propria alleanza alle sue condizioni e la ottiene con un trattato, siglato il 14 settembre, che permette alla Decima di continuare a combattere al fianco della Germania battendo bandiera italiana, con le proprie uniformi, con propria disciplina ed una relativa, ma ampia, autonomia. Questo ancora prima che si potesse pensare alla nascita della Repubblica Sociale Italiana. Borghese in quei primi giorni non pensa ad altro che a ricostruire il piccolo reparto d'assalto capace, con pochi mezzi, di colpire duro. Accade però qualcosa che lo costringe a rivedere i suoi piani. A La Spezia affluiscono sempre più numerosi volontari per arruolarsi. La fama della formazione, il suo desiderio di combattere per l'onore d'Italia, senza marchi e neppure sponsor politici, fanno in modo che in poco tempo tutte le scuole per le varie specialità navali siano di nuovo attive. Intanto arriva anche buona parte del battaglione Nuotatori Paracadutisti: è una forza d'elité della Marina, madre degli attuali incursori ed allora paragonabile forse solo all' SBS britannico. La Decima diventa anche una forza terrestre. I volontari giungono a ritmo serrato, e alla fine dell'ottobre 1943 nasce un primo battaglione di fanteria di marina, il Maestrale. Un mese dopo viene formato il secondo, il Lupo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo successo e l'autonomia di Borghese (conviene sottolinearlo, la formazione da lui comandata è ufficialmente alleata della Kriegsmarine, quasi fosse una nazione sovrana), proprio mentre la RSI cerca di racimolare uomini per le sue Forze Armate, portano ad una serie di scontri e tentativi di inglobamento. Gli uomini della Decima si sentono dei rivoluzionari, e vi si oppongono sfiorando il colpo di stato. Lo stesso Borghese è arrestato a Brescia, nel febbraio del 1944; ma dopo pochi giorni è rilasciato, e la sua Decima può cominciare la seconda fase di espansione. Ma perchè la Decima è rivoluzionaria? Gli uomini che vi sono accorsi si danno delle regole semplici. Sono lì per l'onore, e coscienti per la gran parte di combattere una guerra persa. Ma vogliono perderla bene, e rinunciando a molti orpelli propri della tradizione militare. Una sola divisa per ogni occasione, ed uguale per tutti, come uguale per tutti è il cibo. Promozioni, solo per merito di guerra. Disciplina autoimposta ma semplice: chi diserta, ruba, saccheggia o commette violenza è passato per le armi. In quei primi mesi l'atmosfera nei battaglioni e nei reparti ricorda molto quella dei soviet, o dei kibbutz. Ed intanto, continuano a giungere giovani da tutta Italia. Nel febbraio 1944 gli alleati sbarcano ad Anzio; la Decima ha il battesimo del fuoco per mare e per terra. Fiumicino ospita una base "segreta", peraltro nota all'avversario perché segnalata da un bandierone enorme, da cui ogni notte i piccoli MTM e SMA (dei motoscafi siluranti con un equipaggio di due persone) partono per gli agguati alla flotta nemica. Molti di questi gusci di noce sono distrutti dal fuoco dell'avversario, qualcuno colpisce. La sproporzione di forze è grossa, ma lo spirito delle azioni è legato ad una frase pronunciata dal comandante Salvatore Todaro: "L'importante non è affondare una nave che il nemico può ricostruire. L'importante è dimostrare al mondo che ci sono degli italiani disposti a rischiare la vita, e se necessario a perderla, per schiantarsi con l'esplosivo contro la nave nemica. Perché per noi la morte in battaglia è una cosa bella, profumata". Questa frase ispira anche lo stemma della formazione: uno scudetto portato con orgoglio al braccio, dove un teschio sorridente tiene tra i denti una rosa. Intanto a marzo il battaglione Maestrale, ribattezzato Barbarigo, entra in linea a Nettuno. Milleduecento ragazzi, poche armi, e tanto coraggio. Lo dicono i loro avversari, gli incursori della First Special Service Force, il miglior reparto speciale alleato della seconda guerra mondiale. Il Barbarigo a Nettuno tra morti, feriti e dispersi subisce circa il 50% di perdite. Nasce un nuovo tipo di eroismo per la Decima, passata in pochissimi giorni da piccolo gruppo scelto di assaltatori (circa 3-400 persone) ad un completo e sfaccettato apparato militare di oltre 18.000 persone. Ma perché così tanti giovani si presentano per l'arruolamento volontario? Come mai questo non succede e non succederà né per l'esercito della R.S.I. né per il ricostituendo Regio Esercito al Sud?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardiamo più in dettaglio a quelli che sono gli scopi della Decima Flottiglia M.A.S. dopo l'8 settembre. Borghese ha scelto di rimanere in armi non tanto per favorire l'alleato tedesco, ma per difendere l'Onore d'Italia di fronte al tradimento perpetrato dal Re Vittorio Emanuele III e dal suo stato maggiore nei confronti degli accordi presi. Così scriverà lo stesso Borghese ripensando alla sua scelta : "In ogni guerra, la questione di fondo non è tanto di vincere o di perdere, di vivere o di morire; ma di come si vince, di come si perde, di come si vive, di come si muore. Una guerra si può perdere, ma con dignità e lealtà. La resa ed il tradimento bollano per secoli un popolo davanti al mondo."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono finiti i tempi del "vincere e vinceremo", questo lo sanno tutti, ma i volontari vedono nella Decima il mezzo per riscattare il proprio paese dalla vergogna, andando al fronte a combattere contro quelli che per 3 anni sono stati i nemici, e lo devono rimanere, pur nella consapevolezza che la vittoria è oramai un lontano miraggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso Eisenhower darà ragione a questi uomini scrivendo dopo la fine del conflitto : "La resa dell'Italia fu uno sporco affare. Tutte le nazioni elencano nella loro storia guerre vinte e guerre perse, ma l'Italia è la sola ad aver perduto questa guerra con disonore, salvato solo in parte dal sacrificio dei combattenti della R.S.I.."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra peculiarità della Decima Flottiglia M.A.S. è l'apoliticità. L'iscrizione a qualsiasi partito è vietata per i marò, dato che si combatte per il proprio paese e non per un leader politico, un'ideologia od un partito. Borghese manderà nelle Brigate Nere un veterano di Nettuno, Rinaldo Dal Fabbro, solo perché si fregia del distintivo di squadrista. E Dal Fabbro capirà, ed andrà a morire al fronte col battaglione d'assalto Forlì. In questo reparto si uniscono volontari appartenenti alle fedi politiche più disparate, compresi quelli nati in famiglie di storico orientamento socialista. Un' esempio per tutti: la terza compagnia "Volontari di Francia" aggregata al Battaglione Fulmine. La formano figli di emigrati, rientrati in patria per difendere l'onore del paese dei propri padri. Ed in molti casi erano dei fuoriusciti politici, ribelli al regime fascista. Nell'autunno del 1944 tocca al Btg. Lupo essere schierato sul fronte del Senio; e i suoi marinai lo giudicano un premio. Poi lo raggiungono gli NP e il Barbarigo. Il Lupo starà in linea per lunghi mesi, contrastando al meglio delle sue possibilità la pressione del nemico e non dimenticandosi mai i principi alla base della Decima. Cosa vogliamo dire con questo ? Ecco un esempio : un giorno, al di là delle trincee sul fiume, un gruppetto di reclute inglesi inesperte passeggia allo scoperto, senza rendersi conto del pericolo, e qualche decina di metri più in là stanno gli uomini della Decima in armi. Un marò, imbracciato il suo M.A.B., spara un raffica in aria: i malcapitati, spaventati, riguadagnano posizioni sicure. Perchè ? Ha sbagliato mira? Come ha potuto non centrare un bersaglio così semplice? Così ha risposto quel marò ad un suo compagno "sarebbe stato facile colpirli, ma ho pensato che anche loro avevano una madre che li aspettava". Con questo non si vuole dire che la Decima praticava la non violenza, ma dimostrare che la forza contro avversari leali era usata solo quando strettamente necessario; colpire quei giovani che non stavano partecipando al fuoco sarebbe stato contrario al codice d'Onore di quel marò e di molti altri come lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo questi reparti partecipano alla guerra contro gli alleati anglo americani, è tutto il resto della divisione Decima ad essere schierato a fine '44 sul fronte orientale, per arginare la spinta sempre più insistente delle truppe titine del IX Corpus, e tentare di proteggere la popolazione italiana, spesso trattata barbaramente da queste ultime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo settore la Decima affronta un problema sentito da più parti, comprese alcune formazioni partigiane ed il governo del sud. Per salvaguardare queste terre ed i suoi abitanti, si arriva anche a progetti combinati fra le due Italie, del nord e del sud, come il famoso "Piano De Courten", che prevede una collaborazione nord-sud attraverso l'intermediazione della Decima, e dovrebbe portare allo sbarco di truppe regie nel triestino per rinforzare la difesa della zona. Od ancora alla trattativa con la brigata partigiana "Osoppo", per la nascita di di un reparto misto Decima-Osovani da impiegare attivamente a difesa della frontiera e dei territori orientali. Delle due iniziative purtroppo nessuna si concretizza. Ma la notizia delle trattative basta a scatenare la strage di Porzus, in cui è decimato lo stato maggiore della Brigata Osoppo. ( tra gli uccisi figura anche il fratello di Pier Paolo Pasolini).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del ciclo operativo nel goriziano restano i sacrifici del Battaglione Fulmine a Tarnova della Selva, ove per tre giorni resiste, arroccato nel paesino, all'attacco del IX Corpus con una proporzione 200 uomini contro oltre mille appoggiati dall'artiglieria; del Battaglione Sagittario accerchiato a Casali Nemci, e liberato dagli NP che caricano allo squillo di una tromba; del Barbarigo che a Chiapovano resiste e ripiega incolume all'assalto di forze almeno doppie delle sue. Di questi e di altri eroi, degli altri battaglioni e dei reparti naviganti che portarono a termine con successo molte azioni contro la flotta alleata nel Tirreno, oggi nessuno parla più. Perché la Decima era formata da rastrellatori, almeno ufficialmente. Già, perché si deve ora aprire un capitolo importante nella storia della Decima Flottiglia M.A.S. : la sua partecipazione alla guerra civile. Una cosa pensiamo sia stata chiarita finora, la Decima non è una forza politicizzata e non viene creata né per fornire manovala0nza ai tedeschi, né per ridare vita ad un governo fascista. Semmai, opera dove possibile, di concerto con la Regia Marina del sud, ed invitiamo a leggere gli ampi resoconti dei colloqui ed incontri segreti avuti, nelle opere del comandante Sergio Nesi e del guardiamarina Bertucci. I suoi fini strategici sono la difesa dei territori orientali, delle grandi strutture industriali e dei porti italiani. Obiettivi, vale la pena ripeterlo, stabiliti assieme ad agenti venuti dal sud; perseguibili, ed in parte raggiunti, proprio grazie all'autonomia ed all'efficienza della Decima. La Decima vuole combattere al fronte per l'Onore d'Italia, ma purtroppo si ritrova coinvolta, suo malgrado, nella guerra civile. Espressamente create per contrastare il movimento partigiano sono altre forze militari o paramilitari, come la Guardia Nazionale Repubblicana, le Brigate Nere, il CARS, il COGU. La Decima Flottiglia M.A.S nel vortice della guerra fratricida tra compatrioti ci si ritrova involontariamente. Ma vuole la Decima combattere contro i partigiani ? Sino all'estate del 1944 decisamente no, e successivamente solo per quanto è necessario a garantire la sua sicurezza, e con molte eccezioni, come è per le citate trattative con l'Osoppo, avvenute fra il settembre ed il dicembre del 1944. Quando la Decima è costretta a prendere l'iniziativa di operazioni antiguerriglia, il Comandante Borghese permette, a chi non è d'accordo, di chiedere il congedo, con regolare saldo della retribuzione. In pochi se ne vanno, e molti restano nella convinzione che non avrebbero comunque operato inutili rastrellamenti e rappresaglie; sbagliando solo in parte. In qualunque località la Decima si rechi, il primo tentativo è sempre quello di contattare i vertici partigiani locali per stabilire un reciproco patto di non belligeranza; "la Decima è qui perché sta attendendo di andare al fronte, quindi se voi non sparate a noi, noi non vi spareremo", questo è il senso degli accordi proposti, e raggiunti con successo in molte zone. E c'è chi si scandalizza nel vedere partigiani e marinai discutere pranzando in una trattoria: succede in Val d'Aosta, nell'estate del '44. Oppure nel sentire che un disertore, colpevole di furto, è stato condannato e giustiziato da una formazione mista di marinai e partigiani; questo capita in Piemonte, nel settembre del 1944. Questa è la norma, con le sue eccezioni. La guerra civile non conosce pietà. Devono però essere ricordati tutti i morti, come gli undici uccisi ad Ozegna, dove il C.C. Bardelli, comandante della Divisone Decima, mentre tenta di raggiungere un'accordo con i partigiani locali, è ucciso senza pietà assieme a parte della sua ridotta scorta. O la cinquantina di NP massacrati a Valdobbiadene nel maggio 1945, dopo essersi arresi a formazioni partigiane. Od ancora i marò del distaccamento di Torino, ammazzati a Sommariva Perno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui ci ferma la pietà, per gli uni e gli altri. Ricordiamo le parole di John Donne: "Nessun uomo è un'isola, chiusa in se stessa, ogni uomo è parte del continente, una parte del tutto. Se una zolla è strappata dal mare, l'Europa è più piccola, così come il promontorio, la casa del tuo amico, la tua stessa casa: la morte d'ogni uomo mi diminuisce, perché io sono parte dell'umanità, e quindi non chiedere mai per chi suona la campana; essa suona per te. ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Decima non è stata una forza atta alla crudele repressione quotidiana, senza rispettare anziani, donne e bambini, come si è scritto dalla fine della guerra ad oggi. Molti sono i marò uccisi dopo la fine della guerra, quando deposte le armi su formale promessa partigiana di aver salva la vita, vengono seviziati e trucidati e le loro salme fatte sparire, dopo aver resa impossibile la loro identificazione. Il codice internazionale di guerra considera delitti tali esecuzioni. Ma gli autori vengono esaltati come eroi della resistenza. Il Comandante Borghese, a Milano nel momento cruciale della fine della guerra, esce in divisa per le strade della città. Non fugge, e viene processato. Passa in prigione alcuni mesi prima del processo che gli viene fatto. Viene degradato per aver collaborato con i tedeschi, ma nessuna altra colpa gli viene attribuita. E' costretto ad andarsene quando la giustizia "ingiustizia" vuole imprigionarlo per un supposto e ipotetico "golpe". Muore in esilio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Decima è stata in realtà una formazione costituitasi sulle fondamenta eroiche di un gruppo di arditi assaltatori, con l'intenzione di combattere per i proprio paese e la salvaguardia del suo prestigio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo la storia la scrivono i vincitori, ma questo non può impedire che dopo ben 55 anni, piano piano, la verità ed il rispetto per questi Italiani che scelgono di perdere una guerra per espiare una vergogna non loro, ritorni alla luce del giorno&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-1060182410531165519?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/1060182410531165519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/02/decima-mas.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/1060182410531165519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/1060182410531165519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/02/decima-mas.html' title='DECIMA M.A.S.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S4rXJ1uJpjI/AAAAAAAAAFU/rzFuhO_yOB8/s72-c/x-mas.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-9192544426074852019</id><published>2010-02-28T11:56:00.000-08:00</published><updated>2010-02-28T12:01:20.648-08:00</updated><title type='text'>Inno Legione Straniera</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9o3iX8gzKSE&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/9o3iX8gzKSE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S4rLYp4vmsI/AAAAAAAAAFM/1-KcYuWDr8Q/s1600-h/este_9136176_28280.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 128px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443386724051819202" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S4rLYp4vmsI/AAAAAAAAAFM/1-KcYuWDr8Q/s320/este_9136176_28280.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Inno Legione Straniera&lt;br /&gt;LE BOUDIN&lt;br /&gt;Tiens, voilà du boudin,&lt;br /&gt;Pour les Alsaciens, les Suisses et les Lorrains,&lt;br /&gt;Pour les Belges, y en a plus,&lt;br /&gt;Ce sont des tireurs au cul.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Au Tonkin, la Légion immortelle A Tuyen-Quang illustra notre drapeau, Héros de Camerone et frères modèles Dormez en paix dans vos tombeaux.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nos anciens ont su mourir.&lt;br /&gt;Pour la gloire de la Légion.&lt;br /&gt;Nous saurons bien tous périr&lt;br /&gt;Suivant la tradition.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Au cours de nos campagnes lointaines,&lt;br /&gt;Affrontant la fièvre et le feu,&lt;br /&gt;Oublions avec nos peines,&lt;br /&gt;La mort qui nous guette si peu.&lt;br /&gt;Nous, la Légion.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nous sommes des dégourdis,&lt;br /&gt;Nous sommes des lascars&lt;br /&gt;Des types pas ordinaires.&lt;br /&gt;Nous avons souvent notre cafard,&lt;br /&gt;Nous sommes des légionnaires.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-9192544426074852019?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/9192544426074852019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/02/inno-legione-straniera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/9192544426074852019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/9192544426074852019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/02/inno-legione-straniera.html' title='Inno Legione Straniera'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S4rLYp4vmsI/AAAAAAAAAFM/1-KcYuWDr8Q/s72-c/este_9136176_28280.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-2404383664818536589</id><published>2010-02-27T14:04:00.000-08:00</published><updated>2010-02-27T14:47:49.691-08:00</updated><title type='text'>FOIBE IO NON SCORDO</title><content type='html'>&lt;div&gt;FOIBE IO NON SCORDO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/L0Ks8I6Wu98&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/L0Ks8I6Wu98&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. È in quelle voragini dell’Istria che fra il 1943 e il 1947 sono gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S4mg5zHgfOI/AAAAAAAAAEs/U07I_O1x1ts/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 98px; FLOAT: left; HEIGHT: 123px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443058539488640226" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S4mg5zHgfOI/AAAAAAAAAEs/U07I_O1x1ts/s320/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano, affamano e poi gettano nelle foibe circa un migliaio di persone. Li considerano “nemici del popolo”. Ma la violenza aumenta nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’Istria. Le truppe del Maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. Lo racconta Graziano Udovisi, l’unica vittima del terrore titino che riuscì ad uscire da una foiba. È una carneficina che testimonia l’odio politico-ideologico e la pulizia etnica voluta da Tito per eliminare dalla futura Jugoslavia i non comunisti. La persecuzione prosegue fino alla primavera del 1947, fino a quando, cioè, viene fissato il confine fra l’Italia e la Jugoslavia. Ma il dramma degli istriani e dei dalmati non finisce.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-2404383664818536589?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/2404383664818536589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/02/foibe-io-non-scordo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/2404383664818536589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/2404383664818536589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/02/foibe-io-non-scordo.html' title='FOIBE IO NON SCORDO'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S4mg5zHgfOI/AAAAAAAAAEs/U07I_O1x1ts/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-1180790623890260781</id><published>2010-02-06T08:55:00.000-08:00</published><updated>2010-02-06T09:05:03.343-08:00</updated><title type='text'>Origini, storia e significato del tricolore Italiano</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S22hFQQWTzI/AAAAAAAAAEc/7II1W8-S8Fk/s1600-h/bandiereico.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 87px; height: 132px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S22hFQQWTzI/AAAAAAAAAEc/7II1W8-S8Fk/s320/bandiereico.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435177436941012786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Duecento anni or sono e precisamente nella primavera del 1796 avvenne un fatto che avrebbe sconvolto la storia della nostra Italia. Un giovane generale francese, Napoleone Bonaparte, penetra dalle Alpi in territorio piemontese, sconfigge rapidamente l'esercito del Regno di Savoia, batte poi quello austriaco, entra a Milano, impone l'armistizio e poi le condizioni di pace all'Imperatore d'Austria. In tale modo pose le premesse per la creazione di un primo Stato veramente italiano, la Repubblica Cisalpina, a cui, come vedremo, ne seguiranno altre, fino alla creazione di una vera e propria Repubblica Italiana, divenuta poi Regno d'Italia.&lt;br /&gt;Questa storia che durò circa vent'anni fu determinante per svegliare la nostra Penisola, nell'esaltazione di una coscienza nazionale e di una coscienza civile.&lt;br /&gt;E quando Bonaparte giungerà a Bologna scriverà a Parigi: "Io qui ho trovato un grande dibattito politico". Si andava, infatti, affermando un vero e proprio movimento che si proponeva anche per l'Italia un assetto costituzionale fondato sugli immortali principi dell'89 e cioè quelli dell'unità ed indivisibilità della nazione accanto a quelli di libertà, eguaglianza e fraternità.&lt;br /&gt;Ma, potrebbe osservare qualcuno: ha una giustificazione fare risalire la storia della nostra bandiera a due secoli or sono, quando lo stato unitario italiano invece risale al 1861 e cioè esiste solo da 136 anni? Sì, rispondiamo, c'è una giustificazione, perché il nostro Risorgimento trova le sue profonde radici proprio negli eventi di quegli ultimi anni del secolo XVIII. Quello che avverrà mezzo secolo dopo, tra il 1848 e il 1870, sarà solo la felice conclusione di un processo storico iniziatosi nel periodo che in questa sede ci interessa e nel quale si formò una coscienza nazionale per la prima volta: fu il tempo delle cosiddette Repubbliche giacobine che sorsero in Italia quali la Cispadana, la Cisalpina, la Ligure, la Romana, la gloriosa Napoletana; infine la Repubblica italiana. Orbene, l'origine della bandiera bianco, rosso e verde va fatta risalire proprio alla Repubblica Cispadana, la prima in ordine cronologico e forse proprio per questo la più interessante,anche dal punto di vista del diritto costituzionale.&lt;br /&gt;Giuseppe Compagnoni, originario di Lugo e deputato di Ferrara, era un uomo di cultura che prese parte attiva alla vita politica nel periodo napoleonico ed era appunto il Segretario Generale della Repubblica Cispadana. Proprio su sua proposta, il 7 gennaio 1797 - duecento anni or sono - a Reggio Emilia i 110 rappresentanti delle province di Bologna, Ferrara, Reggio e Modena, proclamarono la Bandiera Tricolore, bianco, rosso e verde, simbolo e vessillo di quella Repubblica Cispadana che avevano fondata nell'anno precedente. Il giorno prima, su proposta del deputato Aldebrandi, si era stabilito che lo stemma della nuova Repubblica fosse un turcasso con quattro frecce e con i fori per eventuali altre per esprimere il desiderio di un'unione più vasta. E nei giorni seguenti fu decretato che "in tutti i luoghi ove si alza insegna di sovranità venga piantata la bandiera tricolore verde, rossa e bianca con l'impronta di turcasso".&lt;br /&gt;L'innovazione fu ritenuta talmente notevole e straordinaria che il Comitato di Governo espresse al Congresso, in data 23 gennaio, qualche dubbio sull'opportunità di procedere al cambiamento dello stemma e della Bandiera e di "somministrare gli opportuni chiarimenti", temendo in sostanza di turbare i rapporti con l'autorità francese di occupazione! Ma la bandiera fu adottata all'unanimità: i colori erano posti in senso orizzontale: quello rosso, il primo in alto, portava l'iscrizione: libertà-eguaglianza; quello bianco, nel mezzo, conteneva lo stemma con il turcasso rosso e le iniziali R. e C. (Repubblica Cispadana); quello verde, in basso, su cui era scritto per le bandiere militari il nominativo dei reparti. Così per la prima volta il Tricolore diveniva la bandiera di uno Stato Italiano. La scelta dei colori fu certamente ispirata a quelli della bandiera francese, adottata a sua volta qualche anno prima, il 15 luglio 1789 a Parigi, per decisione del Comitato rivoluzionario, dalla milizia parigina, aggiungendo al bianco della vecchia bandiera borbonica il rosso e il blu dello stemma del Municipio di Parigi. Nel 1792 il Tricolore bianco, rosso e blu diveniva definitivamente la bandiera nazionale di Francia. Dunque il Tricolore nostro si volle simile a quello francese. Ma perché, nel volere giustamente apportare la differenza di un solo colore, si preferì il verde?&lt;br /&gt;Probabilmente influirono su questa decisione gli avvenimenti accaduti in Bologna tre anni prima e cioè nell'autunno del 1794.&lt;br /&gt;In quei giorni due giovani studenti, Luigi Zamboni (cui è dedicata la via di Bologna che conduce dalle Due Torri all'Università) e Giovanni Battista De Rolandis, si erano prefissi di organizzare una rivoluzione per ridare al Comune di Bologna l'antica indipendenza perduta con la sudditanza agli Stati della Chiesa. A tal fine furono propagate idee liberali, predisposte armi e diffuse coccarde bianco, rosso e verdi.&lt;br /&gt;La sommossa, nella notte del 13 dicembre, fallì e i due studenti furono scoperti e catturati dalla polizia pontificia, insieme ad altri diciannove cittadini.&lt;br /&gt;Avviato il processo, il 19 agosto 1795, Luigi Zamboni fu trovato morto nella cella denominata "Inferno" dove era rinchiuso insieme con due criminali, che lo avrebbero strangolato per ordine espresso della polizia. L'altro studente Giovanni Battista De Rolandis fu condannato a morte ed impiccato il 23 aprile 1796. Orbene, la scelta del colore verde da parte dello Zamboni sarebbe stata determinata, secondo alcuni storici, dal fatto che tale colore è il simbolo della speranza e "l'Italia era solo una speranza" come scrisse il Castagna nel suo: "Commento allo Statuto Italiano"; secondo altri perché il bianco, rosso e verde erano i tre colori evidenziati nel rito di iniziazione di alcune logge massoniche italiane. Ma in verità al riguardo non esiste alcuna prova sicura e documentata.&lt;br /&gt;Un altro filone di tradizione è da rinvenirsi a Milano nel 1796, allorché vennero formate sia la Guardia Nazionale Milanese, sia la Legione lombarda.&lt;br /&gt;Ma torniamo alla Repubblica Cispadana, che abbiamo indicato come il primo Stato che adottò in Italia il Tricolore. Sei mesi dopo (era il 18 luglio), allorché Napoleone diede il suo consenso all'unificazione della Lombardia con l'Emilia Romagna, avvenne la fusione delle Repubbliche Transpadana e Cispadana in un solo Stato: la Repubblica Cisalpina, con un Parlamento, un esercito di ben 25.000 uomini, con capitale Milano e con bandiera il Tricolore, sostanzialmente eguale a quello della Repubblica Cispadana. Successivamente, nel gennaio 1802, scomparve definitivamente la Repubblica Cisalpina, perché fu proclamata la Repubblica Italiana. Ottocento deputati, giunti a Milano da tante parti d'Italia, proclamarono tale nuovo vasto Stato. Presidente della Repubblica Italiana fu Napoleone medesimo, mentre vicepresidente fu Francesco Melzi d'Eril. E' da notare che la forma della bandiera Tricolore fu un quadrato a fondo rosso, in cui era inserito un rombo a fondo bianco, in cui era inserito, a sua volta, un quadrato a fondo verde.&lt;br /&gt;Neanche la Repubblica Italiana ebbe lunga vita perché, in conseguenza della sua evoluzione monarchica, Napoleone, incoronato imperatore dei francesi a Parigi il 2 dicembre 1804, divenne anche re d'Italia, cingendo nel Duomo di Milano l'antica corona ferrea il 26 maggio 1805.&lt;br /&gt;Sorse così il Regno d'Italia, che comprendeva in sostanza tutta l'Italia settentrionale e centrale e di cui fu Viceré Eugenio Beauharnais, figlio della prima moglie del Bonaparte. Il Tricolore fu confermato come bandiera, dunque, del Regno che durò sino al 1815 e cioè sino alla fine del periodo napoleonico. La bandiera monarchica fu un po’ diversa da quella repubblicana in quanto il rombo bianco al centro del vessillo delimitava quattro triangoli di cui due verdi e due rossi. Sui campi d'Europa le bandiere bianco rosso e verdi furono spiegate accanto a quelle francesi dalle corpose formazioni italiane che fecero parte della "Grande Armée". Queste truppe, generali, ufficiali e soldati si coprirono di gloria nella campagna di Russia e in particolare a Maloiaroslavez (24 ottobre 1812), ad Ocmiana e a Borodino, come pure il 16 ottobre 1813 nella battaglia cosiddetta delle nazioni a Lipsia.&lt;br /&gt;A Mosca il primo ad arrivare fu il colonnello Ottavio Tapputi, pugliese, alla testa dei reparti italiani! Quel sangue in terra straniera non fu inutile alla nostra futura unità perché fu sparso all'ombra delle bandiere tricolori e perché i superstiti divennero i primi protagonisti del movimento nazionale per l'indipendenza d'Italia.&lt;br /&gt;Finita l'epoca napoleonica il Tricolore scomparve dalla scena ufficiale militare e politica d'Europa, mentre, con il Congresso di Vienna e la firma della Santa Alleanza, vi fu il ritorno dei vecchi sovrani assolutisti in Europa e in Italia. Ma, mentre nessuno degli otto Stati in cui fu divisa la penisola mantenne il Tricolore, la restaurazione non lo ammainò nei cuori dei patrioti. Così per circa trent'anni e sino al 1848 il vessillo tricolore non fu la bandiera ufficiale d'alcuno Stato, ma divenne il simbolo di tutti coloro che si batterono per l'unità, l'indipendenza e la libertà d'Italia. Così nei moti del 1817 a Macerata, in quelli del 1820 a Nola, a Napoli, a Messina e a Palermo, durante i processi lombardi contro Maroncelli, Pellico e Confalonieri, e nella rivolta in Piemonte nel 1821, così nelle insurrezioni e condanne a Modena e nel Cilento; così nei moti del 1831 in Romagna, nelle Marche e un po’ dovunque nella Penisola. E il giuramento della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini, che nel 1833 aveva ben 60.000 iscritti, veniva pronunciato davanti al Tricolore, issato in tutti i tentativi insurrezionali degli anni trenta.&lt;br /&gt;E come non ricordare Goffredo Mameli che, prima di innalzarla sulle pianure lombarde e sulle mura di Roma, ne fu l'alfiere in tutte le manifestazioni patriottiche nelle vie di Genova? Il 10 dicembre 1847, giornata rimasta nella storia del Risorgimento perché la dimostrazione popolare genovese fu la più grande che mai si fosse avuta fino ad allora in Italia, gli organizzatori avevano all'inizio invitato il ventenne Mameli a togliere via il Tricolore per prudenza, ma non avevano ottenuto il suo consenso. E così il corteo di venticinquemila genovesi si avviò dietro alla bandiera, sfilò davanti al mortaio di Portoria, dove un secolo prima era avvenuto l'episodio di Balilla. E risuonò il "Canto degli Italiani" composto poche settimane prima, che diverrà poi l'Inno di Mameli.&lt;br /&gt;E giungiamo così al 1848, che il Carducci ricorderà come "l'anno dei portenti, primavera della Patria". Sarebbe troppo bello descrivere quegli eventi: battaglie sanguinose, cortei, manifestazioni, vittorie e sconfitte; sacrifici e martiri! Dobbiamo limitarci alla storia della nostra bandiera che in quell'anno fatale ebbe una svolta decisiva. Orbene, il 4 marzo Carlo Alberto di Savoia, Re di Sardegna, promulgava lo Statuto del Regno, che trasformava un regime assolutistico in un regime costituzionale. L'art. 77 della Carta così stabiliva: "Lo Stato conserva la sua bandiera: e la coccarda azzurra è la sola nazionale". La bandiera era in sostanza costituita dallo stemma sabaudo in campo azzurro. Ma il 23 marzo Carlo Alberto entrava in guerra contro l'Austria (Prima Guerra d'Indipendenza) e nel proclama affermava: "E per voler meglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana, vogliamo che le nostre truppe entrando nel territorio della Lombardia e della Venezia portino lo scudo di Savoia sovrapposto alla bandiera tricolore italiana". Da quel giorno, la bandiera bianco rosso e verde diverrà il vessillo del Regno di Sardegna, che lo conserverà insieme allo Statuto anche dopo la definitiva sconfitta del 1849, mentre nel resto della Penisola venivano ripristinate le vecchie bandiere. Ed il 9 febbraio 1849 veniva proclamata la Repubblica Romana, retta dai Triumviri Mazzini, Saffi ed Armellini: bandiera della Repubblica fu proclamato il Tricolore! E per cinque mesi Roma resistette all'assedio dei francesi, superiori di numero e di mezzi.&lt;br /&gt;Attorno al Tricolore e a Garibaldi, 14.000 uomini combatterono sanguinosamente sul Gianicolo: il fior fiore della gioventù di tutta Italia vi partecipò e molti vi morirono, tra cui Goffredo Mameli di 22 anni, Luciano Manara, Emilio Morosini, Enrico Dandolo e tanti altri. Ed infine a Venezia il Tricolore, con al centro il Leone di S.Marco, sventolava sulla Repubblica dal marzo 1848; sarà ammainato solo per fame e colera e per gli spietati bombardamenti austriaci dell'anno successivo.&lt;br /&gt;Segue, poi, il cosiddetto decennio di preparazione, di cui Camillo Benso conte di Cavour fu il deus ex machina, costellato ancora di martiri e di eroi, da quelli di Belfiore a quelli di Sapri, fino alla Seconda Guerra d'Indipendenza. E come potere riassumere l'esaltazione del Tricolore nella Spedizione dei Mille con cui Garibaldi conquistò la Sicilia, la Calabria, la Basilicata, la Puglia, la Campania e l'Abruzzo, offrendo così al Re più di un terzo della Penisola? Il Tricolore fu innalzato su tutte le torri civiche e i campanili del Sud e trascinò le Camicie Rosse da Calatafimi alla grande battaglia campale del Volturno.&lt;br /&gt;Con la legge del 17 maggio 1861 n. 4671 veniva proclamato il Regno d'Italia, di cui la bandiera tricolore diveniva naturalmente il vessillo nazionale. Così quel tricolore che negli anni del nostro Risorgimento era stato cantato dai poeti e dal popolo di tutte le parti della Penisola, cucito e ricamato nel segreto dei grandi palazzi e delle case più umili dalle donne italiane, glorificato come simbolo della rivoluzione nazionale, santificato con il sacrificio supremo nelle battaglie, nelle sommosse e sui patiboli, diveniva la bandiera dell'Italia Unita e da allora la sua storia si confonderà con quella, ben più complessa, della Nazione. Così durante la 3a Guerra d'Indipendenza del 1866, al termine della quale il Veneto fu unito all'Italia, purtroppo il nuovo Regno riportò due sconfitte militari assai gravi: la prima sulle alture di Custoza il 24 giugno e la seconda il 20 luglio successivo nel mare di Lissa.&lt;br /&gt;A Lissa si disse che la bandiera della nave "Re d'Italia" era stata catturata dal nemico. Ed invece la bandiera, inalberata, era colata a picco con la nave. Era avvenuto, infatti, che la nave era stata raggiunta e speronata dalla nave austriaca "Ferdinando Max" e quando incominciò ad inclinarsi su un fianco i marinai nemici avrebbero potuto impossessarsi del vessillo. Ma lo impedì il guardiamarina Razzetti, che ammainò la bandiera finché non fu scalato il ponte della nave austriaca e poi la inalberò nuovamente fino al fatale inabissamento!&lt;br /&gt;Quattro anni dopo, il 20 settembre 1870, dopo un breve scontro in cui complessivamente vi furono 80 morti e 200 feriti, l'esercito italiano entrava a Roma. Cadeva così il millenario potere temporale dei Papi. Orbene alle tre del pomeriggio di quella storica giornata il 2° battaglione del 39° reggimento Fanteria, preceduto da fanfare, salì sul Campidoglio e si dispose in quadrato nella piazza. Al suono della Marcia Reale e fra le acclamazioni popolari, il sottotenente Lugli appoggiava la Bandiera ad un braccio della statua di Marco Aurelio, lasciandola poi inalberata, con la guardia d'onore del battaglione stesso.&lt;br /&gt;Nei decenni successivi il Tricolore, testimone di coraggio e di ardimento, sventolerà al caldo sole africano: il 10 marzo 1882 ad Assab (Somalia), il 5 febbraio 1885 a Massaua (Eritrea) e tra l'88 e l'89 nella Dancalia, a Cheren e ad Asmara. Non mancarono gravi sconfitte: Dogali, Amba Alagi, Macallè e soprattutto Adua il 1° marzo 1896, ma ovunque rifulse l'estenuato e disperato valore dei nostri soldati attorno alle proprie bandiere.&lt;br /&gt;E giungiamo così alla guerra 1915-'18: la grande guerra fu per estensione e per violenza, per numero dei combattenti, come dei caduti, dei dispersi, dei feriti e dei mutilati, nonché per la sua durata, il conflitto più terribile che fino ad allora si fosse mai scatenato nel nostro pianeta.&lt;br /&gt;L'Italia ne uscì vittoriosa, ma stremata dal punto di vista psicologico, sociale e materiale. Il Tricolore, issato a Trento e a Trieste, raggiungeva così i confini naturali dell'Italia. Immensi e sovrumani furono i sacrifici dei nostri soldati nei lunghi anni di trincea, di avanzate cruente e di ritirate sconvolgenti, sulle montagne nevose e lungo i fiumi, su un fronte lungo ottocento chilometri dallo Stelvio all'Adriatico. Gli eroismi individuali e l'abnegazione di interi reparti rifulsero in mille e mille episodi. I nomi delle brigate e dei reggimenti, come i nomi dei monti e dei centri ove più aspri furono i combattimenti sono impressi nel cuore e nella mente di coloro che come chi vi parla nacquero pochi anni dopo la vittoria del 1918 e ne sentirono l'eco nelle proprie famiglie e nella scuola. E al centro di tutto vi era sempre il Tricolore.&lt;br /&gt;Basta rileggere le parole con cui Arnaldo Fraccaroli e Sem Benelli descrissero l'arrivo dei primi bersaglieri a Trieste, sbarcati dal cacciatorpediniere "Audace", e quelle con cui Guelfo Civinini ricordava la prima alba di Trento italiana con gli alpini che durante la notte avevano risalito la valle dell'Adige! Ma anche nella seconda guerra mondiale attorno al Tricolore rifulsero il valore, il sacrificio e l'eroismo individuale e collettivo della nostra gioventù sulle ambe e nel deserto dell'Africa, sulle montagne della Grecia, nel fango e nel gelo delle pianure russe, sul mare e nel cielo. E quindi anche di questa guerra drammatica e tragica sotto vari aspetti politici e militari vorremmo ricordare due episodi che coinvolgono direttamente la nostra bandiera. Che dire dell'epopea di Giarabub, oasi isolata nell'interno libico, difesa da un piccolo presidio agli ordini del colonnello Castagna? Dopo dieci mesi di assedio, il 21 marzo 1941 le truppe inglesi ed australiane riuscirono ad avere ragione della nostra resistenza.&lt;br /&gt;Allora il colonnello ordinò che la Bandiera che sventolava sulla torre della ridotta Mercutti venisse bruciata al cospetto del nemico mentre risuonava il grido dei superstiti: "Viva l'Italia".&lt;br /&gt;E il 23 dicembre 1942 ad Arbusow in Russia, durante la terribile ritirata dal Don al Donez, mentre la morsa dei corazzati sovietici stava per stringersi sulla divisione Torino, il carabiniere Giuseppe Plado Mosca, afferrata una bandiera e inforcato un cavallo, si lanciava da solo contro il nemico trascinando migliaia di uomini in un travolgente assalto all'arma bianca. Scomparve nelle fiamme della battaglia, guadagnandosi la medaglia d'oro al Valor Militare alla Memoria.&lt;br /&gt;Ma la storia di un popolo non è, fortunatamente, caratterizzata solo dalle guerre, ma è illuminata anche da lunghi periodi di pace. Orbene, anche per tali periodi la storia tout-court si confonde nel suo perenne divenire con quella della Bandiera Nazionale. E così il nostro Tricolore ha sventolato e continua a sventolare sulle conquiste civili, scientifiche e sportive; nelle nostre ricorrenze e festività; o sui tetti completati delle nuove case; nelle nostre missioni militari di pace, di solidarietà e di civiltà. E anche di questo ampio e variegato panorama vorrei ricordare qualche esempio: Luigi di Savona, Duca degli Abruzzi, che il 31 luglio 1897 conficcava sulla vetta del Sant'Elia in Alaska (m. 5.514) la piccozza col vessillo tricolore. Erano presenti Umberto Cagni, Francesco Gonella e Vittorio Sella e le guide valdostane Petigax e Maquignaz; gridarono tutti "Viva l'Italia". E il 18 aprile 1906 lo stesso principe sabaudo innalzerà il Tricolore, donatogli dalla Regina Margherita, sulla cima del Ruvenzori a circa 5.000 metri. E vent'anni dopo Umberto Nobile, il 12 maggio 1926 e poi il 24 maggio 1928, lancerà sul Polo Nord, rispettivamente dai dirigibili "Norge" e "Italia", la bandiera tricolore. Egli scrisse "La seguii cogli occhi, finché non la vidi adagiarsi sui ghiacci. Era un pezzo di stoffa, ma quel pezzo di stoffa era l'Italia lontana". E ai giorni nostri, il 31 luglio 1954, una pattuglia di coraggiosi, capitanati da Ardito Desio, conquistava la vetta del K2 a quota m. 8.611 e la Bandiera Tricolore era attaccata alla piccozza del capocordata. L'avrebbe vegliata lo spirito di Mario Pichoz, la guida di Courmayeur!&lt;br /&gt;E intanto la nostra Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, stabiliva all'art. 12: "La bandiera della Repubblica è il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni".&lt;br /&gt;Nonostante qualche voce isolata, se non contraria almeno incerta, l'inserimento in Costituzione di tale disposizione fu ritenuto opportuno da tutti in sede di Assemblea Costituente. Fu solo sollevata la questione se nel mezzo della banda centrale bianca dovesse porsi in avvenire uno stemma. L'Onorevole Meucci Ruini, Presidente della Commissione che aveva redatto il progetto costituzionale, affermò: "La Commissione si pronuncia intanto pel tricolore puro e schietto, semplice e nudo, quale fu alle origini e lo evocò e lo baciò, cinquant'anni fa, il Carducci: e così deve essere la bandiera dell'Italia repubblicana".&lt;br /&gt;Infatti cento anni or sono, nel primo centenario del Tricolore, il 7 gennaio 1897, fu commemorato proprio con un discorso a Reggio Emilia del grande poeta Giosuè Carducci, il quale si rivolse alla Bandiera con queste parole: "Sii benedetta! benedetta nell'immacolata origine, benedetta nella via di prove e di sventure per cui immacolata ancora procedesti, benedetta nella battaglia e nella vittoria, ora e sempre nei secoli!". Ed aggiunse: "quei colori parlarono alle anime generose e gentili, con le ispirazioni e gli effetti delle virtù onde la patria sta e si angusta: il bianco, la fede serena alle idee che fanno divina l'anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene della gioventù dei poeti; il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi!".&lt;br /&gt;Ora, nel bicentenario e oltre, possiamo, dobbiamo, vogliamo rinnovare questi sentimenti e queste espressioni del poeta, nella speranza che nulla venga mai a turbare il rispetto e l'amore del nostro popolo per la sua bandiera nazionale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Argomento estratto da:http://www.labandiera.com/nostro_tricol.htm quì potrai vedere anche le varie bandiere che hanno attraversato la storia d'Italia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-1180790623890260781?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/1180790623890260781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/02/origini-storia-e-significato-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/1180790623890260781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/1180790623890260781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/02/origini-storia-e-significato-del.html' title='Origini, storia e significato del tricolore Italiano'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S22hFQQWTzI/AAAAAAAAAEc/7II1W8-S8Fk/s72-c/bandiereico.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-5555638420669822978</id><published>2010-02-01T12:56:00.000-08:00</published><updated>2010-02-01T13:05:52.212-08:00</updated><title type='text'>Nessun riconoscimento ai repubblichini</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S2dCKuGYa0I/AAAAAAAAAEU/gsVFg-VCxrQ/s1600-h/manifesto13.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S2dCKuGYa0I/AAAAAAAAAEU/gsVFg-VCxrQ/s320/manifesto13.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433384227386714946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una proposta di legge assegna lo status di combattente a chi aderì a Salò&lt;br /&gt;Intervista a Giuliano Vassalli, presidente emerito della Corte Costituzionale&lt;br /&gt;"Nessun riconoscimento ai repubblichini&lt;br /&gt;Erano e restano nemici dello Stato" &lt;br /&gt;di MATTEO TONELLI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - "Che vuole che le dica, la situazione è difficile ma bisogna fare di tutto per far sapere come stanno realmente le cose. Chiarire a chi non l'ha vissuto cosa è stato quel periodo storico". Giuliano Vassalli, presidente emerito della Corte Costituzionale, classe 1915, è amareggiato ma non rassegnato. A lui, arrestato e torturato durante il fascismo, il nuovo tentativo di "equiparare" per legge partigiani, deportati e militari ai repubblichini di Salò, proprio non piace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per farlo il Pdl ha presentato una proposta che ha come primo firmatario Lucio Barani del Nuovo Psi (schierato con il centrodestra). Un disegno di legge, il numero 1360, con il quale la maggioranza pretende di istituire l'Ordine del Tricolore, con tanto di assegno vitalizio. Assegnandolo indistintamente sia ai partigiani, sia "ai combattenti che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente e aderirono a Salò". Un testo che l'Anpi bolla come "l'ennesimo tentativo della destra di sovvertire la Storia d'Italia e le radici stesse della Repubblica" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presidente Vassalli un'operazione analoga fu tentata anche nelle precedenti legislature, ma venne respinta. Adesso il tentativo riprende vigore. Perché è contrario? &lt;br /&gt;"Perché è assolutamente chiaro che c'è stata la continuità dello Stato anche dopo l'8 settembre e la caduta del fascismo. E non si può riconoscere a chi ha contrastato lo stato italiano sovrano schierandosi con la Repubblica sociale il titolo di combattente. La Cassazione è chiara in merito. Tutte quelle pronunce sono concordi nel definire i repubblichini come nemici". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso 2 giugno il ministro della Difesa Ignazio Larussa chiese di accumunare i morti "di entrambe le parti". I firmatari parlano di "un progetto coerente con la cultura di pace della nuova Italia". &lt;br /&gt;"Ma cosa vogliono ancora? Hanno avuto tutto, l'amnistia di Togliatti, la legittimazione democratica immediata, l'Msi in Parlamento, adesso sono al potere. Eppure vanno avanti, incuranti del fatto che non esiste paese in Europa dove i collaborazionisti del nazismo sono premiati". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La formulazione del testo apre la porta anche alla legittimazione a tutti coloro che "facevano parte delle formazioni che facevano riferimento alla Rsi". Non solo dunque agli appartenenti delle 4 divisioni dell'esercito ma anche a chi faceva parte delle "brigate nere". &lt;br /&gt;"E' vero ma non c'è spazio per sottilizzare troppo. Lo status di combattente non va riconosciuto a nessuno di coloro che fecero parte della Rsi. Bisogna dire no e non solo per ragioni politiche ma anche dal punto di vista costituzionale". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedi 13 gennaio alle 16, Giuliano Vassalli interverrà all'iniziativa organizzata dall'Anpi dal titolo "Totalitarismo e democrazia, occorre rispettare la lezione della storia". Nell'incontro, che si terrà nella sala del Cenacolo della Camera dei Deputati (vicolo Valdina 3/a), si parlerà della proposta di legge 1360. Intervengono, tra gli altri, lo storico Claudio Pavone, il vicepresidente dell'Anpi Raimondi Ricci e la presidente della commissione difesa della Camera Marina Sereni. &lt;br /&gt;(8 gennaio 2009)&lt;br /&gt;Articolo linkato da: http://www.repubblica.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-5555638420669822978?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/5555638420669822978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/02/nessun-riconoscimento-ai-repubblichini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/5555638420669822978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/5555638420669822978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/02/nessun-riconoscimento-ai-repubblichini.html' title='Nessun riconoscimento ai repubblichini'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S2dCKuGYa0I/AAAAAAAAAEU/gsVFg-VCxrQ/s72-c/manifesto13.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-1915631909907822678</id><published>2010-01-22T13:13:00.000-08:00</published><updated>2010-02-01T13:06:44.398-08:00</updated><title type='text'>Giovedi 17 settembre 2009 Giorno di Dolore</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S1oXdpzg-dI/AAAAAAAAAEE/hmUSw0kgHTM/s1600-h/funerali_para%27.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S1oXdpzg-dI/AAAAAAAAAEE/hmUSw0kgHTM/s320/funerali_para%27.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429678098954123730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giovedi 17 settembre 2009&lt;br /&gt;Giorni di dolori,quello che stiamo passando in questo momento.&lt;br /&gt;Momenti di riflessioni,momenti di rabbia,questo blog e dedicato hai nostri eroi,caduti in missone:Kabul,e Nassiriya.&lt;br /&gt;ma ke mondo è questo??&lt;br /&gt;Sapere ke c'è tanta di quella gente infame nel mondo ke ci prende quasi gusto ad ammazzare persone innocenti, come i 6 soldati italiani morti per la nostra patria, per cercare di portare un pò di pace e di serenità in questo mondo ke piano sta andando allo sfascio, mi rende veramente triste..&lt;br /&gt;Mi viene da piangere a pensare a quei soldati morti, che a casa hanno lasciato, un intera famiglia nello sconforto, mogli e figli che ora dovranno andare avanti facendosi tantissima forza.&lt;br /&gt;Non è giusto ke a pagare sono sempre le persone più buone, le persone ke ogni giorno rischiano la loro vita, per rendere questo mondo migliore  &lt;br /&gt;Io direi ke il nostro ringraziamento dovrebbe andare tutto ai soldati italiani,ogni giorno bisognerebbe ringraziarli per quello che stanno facendo...In questo momento è difficile trovare le parole per questa ennesima triste vicenda che ha visto coinvolti tanti soldati italiani, ben 6 dei nostri e molti civili innocenti sono morti con loro, già troppi soldati sono caduti per mano di vigliacchi, non siamo andati laggiù per fare una guerra ma per risollevare una nazione, dare un futuro e dignità ai suoi abitanti. Il nostro modo di operare da soldati ma prima di tutto da italiani ci ha fatti molto apprezzare dalle popolazioni perché siamo fra la gente, ascoltiamo e con le poche risorse disponibili riusciamo ad essere attivamente d’aiuto ripristinando strade, ponti acquedotti, costruendo scuole, dando attrezzature e portando la nostra Umanità.&lt;br /&gt; Almeno 6 militari italiani sono morti e altri quattro sono rimasti feriti in modo grave in Afghanistan in seguito ad un attentato kamikaze che ha colpito un convoglio della Nato sulla strada che porta dal centro cittadino all'aeroporto di Kabul. Sia i morti che i feriti (quest'ultimi non sarebbero in pericolo di vita) sono tutti del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore. Nello scoppio sono rimasti coinvolti due blindati italiani di scorta al convoglio. Lo confermano fonti del ministero della Difesa e dello Stato maggiore della Difesa. «Gli effetti sono stati devastanti, dunque è da escludere un attacco con esplosivo piazzato sulla strada», ha sottolineato una fonte militare, confermando che «le sei vittime sono tutte italiane».&lt;br /&gt;Oltre ai nostri 6 militari morti ci sarebbero, tra i civili, anche due vittime afghane, forse i due kamikaze. I morti italiani sono quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due blindati Lince. coinvolti nell'attentato.L'attentato in cui sono rimasti coivolti due nostri blindati Lince, è avvenuto alle 12.10 locali, le 9.40 in Italia, nei pressi della rotonda Massud, dove il traffico è rallentato per i controlli sul traffico diretto verso l'ambasciata Usa, il comando Isaf e l'aeroporto. Sui due lati delle strade sono stati distrutti case e negozi. Secondo le prime ricostruzioni, un automezzo civile (una Toyota bianca secondo quanto ha riferito in Senato il ministro della Difesa Ignazio La Russa) con a bordo i due kamikaze e con un notevole carico di esplosivo sarebbe riuscito ad infilarsi tra i mezzi prima di esplodere.&lt;br /&gt;Un mesto corteo ha chiuso la breve cerimonia che si è tenuta questa mattina a Ciampino, dove intorno alle 9.30 è atterrato il C130 dell'Aeronautica che ha riportato in Italia le salme dei sei paracadutisti italiani uccisi in Afghanistan: il tenente Antonio Fortunato, originario di Lagonegro (Potenza); il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, di Oristano; il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, nativo di Glarus (Svizzera); il sergente maggiore Roberto Valente, di Napoli, e il primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, di Orvieto (Terni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il saluto del Capo dello Stato, che si è inchinato davanti a tutte le bare, poggiando su ciascuna la mano destra, e gli onori da parte del picchetto della Folgore schierato sulla pista, le sei bare sono state trasportate a spalla a bordo dei carri funebri con cui raggiungeranno l'istituto di medicina legale, dove è prevista l'autopsia. In testa al corteo, affranti, i parenti delle vittime: abbracciati tra loro, sostenuti da militari dell'esercito, hanno seguito le bare con i loro cari in silenzio, con dolore e grande compostezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dietro le autorità, con in testa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e le massime cariche dello Stato. Presenti a Ciampino, naturalmente, anche i vertici della difesa e delle forze armate: dal ministro Ignazio La Russa al capo di stato maggiore della difesa Vincenzo Camporini, al nuovo capo dell'esercito, Giuseppe Valotto, insiedatosi proprio il giorno della strage.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le autorità presenti alla breve cerimonia che si è di fatto conclusa a Ciampino, oltre al sindaco di Roma Gianni Alemanno, con la fascia tricolore, anche alcuni parlamentari particolarmente vicini alle forze armate come il generale Mauro Del Vecchio, senatore del Pd ed ex comandante della missione Nato in Afghanistan, e l'ex parà Gianfranco Paglia, deputato del Pdl, costretto su un sedia a rotelle dopo essere rimasto ferito durante l'operazione in Somalia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In nottata, poco dopo l'1.30 e' arrivato a Fiumicino l'aereo Alitalia con a bordo i quattro militari feriti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palazzo Chigi ha proclamato due giorni di lutto nazionale, oggi e domani, giorno dei funerali solenni - saranno trasmessi dalle 11 - nella basilica di San Paolo fuori le mura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel pomeriggio di oggi, dopo lo svolgimento delle autopsie, sarà allestita, all'ospedale militare del 'Celio', la camera ardente aperta all'omaggio di tutti. Il sindaco della capitale Gianni Alemanno ha invitato i romani ad esporre il tricolore alle finestre nel giorno dei funerali. Il percorso che dal Celio conduce a San Paolo (lo stesso dei caduti di Nassirya) - ha deciso il Campidoglio - sarà punteggiato da 2.500 bandiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messe in suffragio si terranno lunedì - in concomitanza con le esequie solenni - in ogni parte d'Italia, dalla cattedrale di Palermo, al duomo di Bolzano. Forte l'abbraccio ai parà dalla 'famiglia' degli alpini: tutte le città sede della brigata Taurinense (Torino, Cuneo, Pinerolo, Ulzio e L'Aquila) celebreranno una apposita messa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Milano, in sant'Ambrogio, come hanno deciso il generale Camillo De Milato, comandante dell'Esercito Lombardia, e Dario Macchi dell'associazione nazionale paracadutisti d'Italia, i sei militari saranno ricordati con la cittadinanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo le esequie di Roma, i feretri partiranno per i paesi d'origine dove, dopo una funzione più privata e raccolta, saranno tumulati.&lt;br /&gt;In Sardegna, a Solarussa nell'oristanese, martedì si terrà la messa per Matteo, alle 15.30 nella parrocchia di san Pietro. Lunedì, camera ardente nel municipio. Lo stesso avverrà a Nocera Superiore (Salerno) per Massimiliano: camera ardente lunedì nella chiesa di santa Maria Maggiore dove si svolgerà il funerale il giorno dopo. La tumulazione a Cava dei Tirreni nella tomba di famiglia. A Tiggiano (Lecce) si svolgerà, martedì pomeriggio, il funerale di Davide, officiato dal vescovo di Ugento. A Uopini, frazione senese del comune di Monteriggioni, dove vive la sua famiglia, sarà tumulato Antonio, lunedì pomeriggio. Suo figlio di sette anni parteciperà anche ai funerali di Roma. Per Roberto sarà allestita, lunedì pomeriggio a Napoli, la camera ardente al Maschio Angioino. Il feretro sarà preso in consegna dal Comune "con il massimo onore possibile" ha detto il sindaco Rosa Iervolino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì il funerale nella parrocchia del quartiere di Fuorigrotta. A Lubriano, nel viterbese, martedì o mercoledì, si terrà il funerale di Giandomenico preceduto dalla camera ardente. Unanime l'indignazione per alcune scritte, contro i parà, comparse a Livorno.&lt;br /&gt;I MILITARI DECEDUTI — Fonti della Difesa hanno diffuso i nomi dei sei militari rimasti uccisi nell'attentato che questa mattina a Kabul. Si tratta del tenente Antonio Fortunato (35 anni) di Lago Negro in provincia di Potenza; il primo caporal maggiore Matteo Mureddu (26) di Oristano; il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto (26) nativo di Glarus in Svizzera; il sergente maggiore Roberto Valente (37) di Napoli; il primo caporal maggiore Giandomenico Pistonami (26) di Orvieto; il primo caporal maggiore Massimiliano Randino (32) di Pagani (Salerno).Nella strage di Nassiriya del 12 novembre 2003 morirono 12 carabinieri e 4 soldati dell'esercito. Sei delle 15 vittime erano di origine siciliana. DOMENICO INTRAVAIA: 46 anni, di Monreale, appuntato dei Cc in servizio al comando provinciale di Palermo; sposato e con due figli di 16 e 12 anni. Lascia anche l' anziana madre, il fratello gemello e due sorelle. Era partito per l'Iraq quattro mesi fa e sarebbe dovuto rientrare fra tre giorni. Era gia' stato in missione a Sarajevo. I due figli tenevano un calendario da cui cancellavano i giorni che mancavano al ritorno del padre. La notizia ha gettato la moglie nella disperazione: ''Voglio morire, senza mio marito la mia vita non ha senso''.&lt;br /&gt;E' terminata la cerimonia funebre per i sei parà uccisi in Afghanistan. L'Italia si è fermata per il lutto nazionale, con bandiere a mezz'asta e luci spente. Domenica migliaia di persone hanno reso omaggio ai caduti presso la camera ardente allestita all'ospedale militare. Negozi chiusi e applausi per onorare gli eroi caduti in missione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;06.10 - In attesa dei funerali, giallo sulla sparatoria. Mentre l'Italia si prepara a rendere onore ai sei militari caduti, continuano le indagini sull'attentato che gli è costato la vita. Ancora difficile riuscire a capire se, dopo l'esplosione, ci sia stata anche una sparatoria. Il generale Vincenzo Camporini, capo di Stato maggiore della Difesa, osserva:"Abbiamo ancora delle ricostruzioni per certi versi non coincidenti, anche perché in casi simili i testimoni oculari hanno dei ricordi che non sempre coincidono con la realtà, ma questo scambio di colpi d'arma da fuoco ormai sembra appurato". A suffragare questa ipotesi ci sarebbe anche un video, girato con un telefonino, da uno dei militari italiani del convoglio che, da sotto uno degli automezzi avrebbe ripreso la scena. Anche alcuni testimoni afghani sul posto confermano di aver visto e sentito colpi d'arma da fuoco, ma si tratterebbe solo di raffiche sparate in aria dagli italiani spaventati, quindi nessuna aggressione.&lt;br /&gt;Ecco i militari vittime in missione&lt;br /&gt;Con i sei parà della Folgore uccisi a Kabul sale a 21 il numero dei militari italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione, nel 2004. Di questi la maggioranza è rimasta vittima di attentati, altri invece sono morti in incidenti, alcuni anche per malore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;08.00 - Giorno di lutto nazionale. Oggi è giorno di lutto nazionale, bandiere a mezz'asta, serrande abbassate, luci spente. Il Comune di Roma ha disposto la distribuzione di 2500 bandiere tricolore che accompagneranno le bare dal Celio alla Basilica di San Paolo fuori le mura, dove alle 11 saranno celebrati i funerali solenni presieduti dall'ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09.45 - I feretri lasciano l'ospedale militare. Le bare dei sei parà hanno lasciato la cappella dell'ospedale militare del Celio per raggiungere la Basilica di San Paolo Fuori Le Mura, dove alle 11 cominceranno i funerali di Stato. Pochi minuti prima delle 9 all'ingresso dell'ospedale si sono schierate due ali di militari in attesa che i feretri lasciassero il nosocomio. Già dalle prime ore di questa mattina nella zona intorno all'ospedale militare il traffico è congestionato e sono molti i vigili urbani al lavoro per garantire che non ci siano intoppi per il corteo funebre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.00 - Partito il corteo funebre. Alle 10 in punto ha lasciato l'ospedale militare del Celio il corteo funebre per raggiungere la Basilica di San Paolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.09 - Tricolori lungo le vie di Roma. Sono numerose le bandiere tricolore esposte dai cittadini alle finestre e ai balconi dei palazzi che si affacciano lungo le vie che dal Celio portano alla Basilica di San Paolo. Sono stati molti i romani che hanno risposto così all'appello del sindaco e di molti esponenti politici a rendere omaggio ai sei caduti nell'attentato di Kabul. Nella Basilica di San Paolo dove verranno celebrati i funerali stanno già arrivando numerosi esponenti politici e vertici delle Forze armate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.28 - "Grande affetto per i nostri soldati". "Non una manifestazione preordinata o retorica, ma di affetto vero dell'Italia". E' il commento sui funerali espresso dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa. "La cosa che mi è sembrata evidente - ha aggiunto - è come sia veramente ormai dentro il sentire comune di tutti gli italiani questa vicinanza ai nostri ragazzi con le stellette".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09.50 - Gente già in coda in chiesa. Sfidando la pioggia, sono decine e decine le persone che stanno affluendo alla Basilica di San Paolo dove alle 11 verranno celebrati i funerali dei sei paracadutisti della Folgore, morti in un attentato a Kabul. Molti di loro hanno deciso di rimanere fuori dalla chiesa e aspettano pazientemente l'arrivo delle bare dietro le transenne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.13 - I familiari nella Basilica. Accompagnati dagli applausi i familiari delle sei vittime dell'attentato di Kabul sono entrati nella Basilica di San Paolo dove a breve verranno celebrati i funerali. Ad attenderli, dietro le transenne, tanti cittadini che sventolano la bandiera del tricolore.&lt;br /&gt;LE VITTIME:&lt;br /&gt;Tenente Antonio Fortunato, nato a Lagonegro (PZ), classe 1974, in forza al 186/mo Reggimento.&lt;br /&gt;Primo Caporal Maggiore Matteo Mureddu, nato a Oristano, classe 1983, in forza al 186/mo Reggimento.&lt;br /&gt;Caporal Maggiore Davide Ricchiuto, nato a Glarus (Svizzera), classe 1983, in forza al 186/mo Reggimento.&lt;br /&gt;Caporal Maggiore Giandomenico Pistonami, nato a Orvieto (Pg), classe 1983, in forza al 186/mo reggimento.&lt;br /&gt;Sergente Maggiore Roberto Valente, nato a Napoli, classe 1972, in forza al 187/mo Reggimento.&lt;br /&gt;Caporal Maggiore Massimiliano Randino, nato a Pagani (Sa), classe 1977, in forza al 183/mo Reggimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo scaricato da: http://dedicatoatuttiinostrieroi.myblog.it/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-1915631909907822678?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/1915631909907822678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/01/giovedi-17-settembre-2009-giorni-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/1915631909907822678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/1915631909907822678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2010/01/giovedi-17-settembre-2009-giorni-di.html' title='Giovedi 17 settembre 2009 Giorno di Dolore'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/S1oXdpzg-dI/AAAAAAAAAEE/hmUSw0kgHTM/s72-c/funerali_para%27.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-4872680101498938124</id><published>2009-11-24T00:31:00.000-08:00</published><updated>2009-11-24T00:33:36.305-08:00</updated><title type='text'>Aereo C130 cade dopo decollo a Pisa, morti cinque militari</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwuaJW4fO3I/AAAAAAAAADk/JywApi2nXLI/s1600/c130.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 170px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwuaJW4fO3I/AAAAAAAAADk/JywApi2nXLI/s320/c130.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407585263140420466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tra le vittime un 39enne originario di Mestre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; [24/11] Una tragedia inspiegabile. Un volo di addestramento come centinaia di altri, manovre compiute migliaia di volte, equipaggio formato da uomini di grande esperienza di ore di volo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disastro avviene durante un’esercitazione, nei pressi dell’aeroporto Galilei di Pisa. L’aereo era decollato regolarmente alle 14.10 poi ha eseguito una virata ed è inspiegabilmente precipitato, tranciando i cavi dell'alta tensione, a pochi metri dai binari ferroviari della linea ferroviaria che passa dietro Pisa.&lt;br /&gt;Lo Stato maggiore dell'Aeronautica militare ha comunicato che non ci sono superstiti, sono cinque, dunque, le vittime, tutti appartenenti all'equipaggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I militari scomparsi sono il maggiore pilota Bruno Cavezzana, 40 anni, di Trieste, istruttore; il tenente pilota Gianluca Minichino, 28 anni, di Napoli; il tenente pilota Salvatore Bidello, 30 anni, di Sorrento (Napoli); il primo maresciallo Maurizio Ton, 44 anni, di Pisa; il maresciallo Gianluca Larice, 39 anni, di Mestre&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-4872680101498938124?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/4872680101498938124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/aereo-c130-cade-dopo-decollo-pisa-morti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/4872680101498938124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/4872680101498938124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/aereo-c130-cade-dopo-decollo-pisa-morti.html' title='Aereo C130 cade dopo decollo a Pisa, morti cinque militari'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwuaJW4fO3I/AAAAAAAAADk/JywApi2nXLI/s72-c/c130.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-138343047650401215</id><published>2009-11-20T02:24:00.000-08:00</published><updated>2009-11-20T02:25:51.064-08:00</updated><title type='text'>Marsiglia, prorompente modernità</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwZuqduJa9I/AAAAAAAAADc/GUNvHKWOE14/s1600/mars_054--75x60.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 75px; height: 60px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwZuqduJa9I/AAAAAAAAADc/GUNvHKWOE14/s320/mars_054--75x60.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406130078516603858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Basta con l’atmosfera noir e i vecchi cliché. Obiettivo: intercettare la «ricca» Europa e la «nascente» Africa&lt;br /&gt;Da sempre aperta alle migrazioni, accoglie arabi, nordafricani, europei, in un melting pot che mescola e confonde le origini. Marsiglia, ottava tappa del nostro viaggio, è un laboratorio di integrazione a cielo aperto che ora si propone come modello culturale nel Mediterraneo: le iniziative in vista del 2013, quando sarà «Capitale europea della cultura» rappresentano il culmine di un progetto che comprende un’imponente rivoluzione urbanistica. Obiettivo: intercettare la «ricca» Europa e la «nascente» Africa. La città della Legione Straniera e degli intrighi del Vieux Port sta cambiando pelle.&lt;br /&gt;Qual è il limite della nuova Marsiglia? «Diciamo 148 metri», scherza il sindaco Jean-Claude Gaudin. «Qui non si farà come a San Gimignano, dove le famiglie fiorentine hanno gareggiato per costruire la torre più alta. Il palazzo della CmaCgm disegnato da Zaha Hadid segnerà il punto massimo». Siamo ben lontani dal medioevo toscano, sui progetti di Marsiglia futura veglia anche il presidente Sarkozy. Per ora svetta la torre di Hadid, altre opere verranno. E nel contrasto tra l’acciaio della torre e l’oro della duecentesca Madonna della Guardia sta tutto il nuovo corso della capitale della Provenza, città d’atmosfera noir e romantica, ma decisa a cambiare pelle. La statua protegge da secoli il destino dei marinai, amata e rispettata da tutti, cattolici, armeni e musulmani. La Torre è già diventata il nuovo faro. Disegnata come lo svolazzo di un abito da sera, quasi sottolinea che questa città è femmina, mentre insieme ad altre opere di celebri archistar partecipa alla modifica dello skyline. Da un lato il Vieux Port della malavita romantica e degli intrighi del giallista Izzo, dall’altro il futuro waterfront, l’Euromed center di Massimiliano Fuksas, la Torre di Jean Nouvel e via costruendo, in un restyling architettonico-culturale che culmina nelle iniziative legate a Marsiglia Capitale della cultura nel 2013. Un programma di riqualificazione economica, sociale e culturale, il più imponente dell’Europa del sud che trasformerà 400 ettari di quartieri e capannoni industriali, da La Joliette, al nord del Vieux Port, fino a Belle de Mai. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ambizione è far passare la zona da un’economia industriale agonizzante a un’economia terziaria, rinforzando l’attrattiva turistica della seconda città di Francia. Addio marinai e fascino maledetto? Può darsi. Ci chiediamo però se Marsiglia sia pronta ai cambiamenti in atto, se il tessuto popolare, quello dell’attore Marcel Pagnol, della pétanque e dell’Olympique riuscirà a digerirne le ambizioni. «Marsiglia si è messa in viaggio» assicura Gaudin, il sindaco. «E i marsigliesi sono gente svelta. La rinascita della Joliette è partita dalla riabilitazione dei Docks, gli ex magazzini portuali ottocenteschi. E andremo avanti, perché vogliamo rinnovare tutti i quartieri». All’esito di questa rivoluzione ci sarà una metropoli che si propone come il grande hub della cultura mediterranea. E dove è chiaro che il figlio del portuale non farà più il portuale. Un concetto chiarito in termini economici dal capo di gabinetto Claude Bertrand: «Tra le due rive del Mediterraneo c’è uno scarto di ricchezza unico al mondo: l’Europa realizza il 2 per cento degli investimenti nel Mediterraneo, mentre Stati Uniti e Giappone investono rispettivamente il 20 e il 25 per cento nel loro Sud. Per ragioni di solidarietà ma anche di sviluppo economico, stiamo cercando di attirare l’Europa ricca per collegarla all’Africa. Gli ingredienti ci sono, deve montare la maionese». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ingredienti, oltre al cambiamento urbanistico, sono la grande capacità di integrazione e la macchina della cultura, che rafforzerà i legami con i territori d’oltremare. Con 180 anni di immigrazione alle spalle, qui c’è un vero know how della convivenza. «Siamo abituati agli stranieri, noi diciamo “l’étranger à la “é” majuscule”» ribadisce il sindaco. «Il melting pot e la nostra eredità culturale sono una forza trascinante; 250 mila musulmani possono essere un problema, ma anche un’opportunità» chiarisce Bertrand. Professionalità, pragmatismo, modernità, altro che Sud tutto improvvisazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verifichiamo il terzo tassello, il progetto culturale, quali carte si giocheranno nel 2013. «Ecco, faccia conto che quello che stiamo preparando è un tempio romano» spiega Bernard Latarjet, ex consigliere di Jack Lang e presidente della Villette di Parigi, reclutato per l’evento del 2013. «Il frontespizio è il Mediterraneo: 200 creazioni di artisti che spazieranno tra musica, teatro, danza, cinema. Poi le colonne: la parte internazionale, che tratterà di relazioni tra Europa e Mediterraneo. E l’altra legata alle tradizioni marsigliesi». Il tutto in un tourbillon di mostre, spettacoli, atelier d’arte. Finora ci sono 400 progetti depositati e molte iniziative sono già avviate. Che la partita culturale sia importante c’è consapevolezza in città. I marsigliesi si «allenano» con una trama fitta di festival di jazz, danza, spettacoli di strada, perché qui l’entertainment popolare è un fattore di coesione. Su un crinale teso che lega bouilliabaisse e progetti visionari, gallerie sofisticate e quartieri che profumano ancora di spezie magrebine, la città è in cammino. Sotto lo sguardo antico della Madonna della Guardia. Accompagnato dal fruscio della torre vestita di vetro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link di Riferimento: http://www.corriere.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-138343047650401215?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/138343047650401215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/marsiglia-prorompente-modernita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/138343047650401215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/138343047650401215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/marsiglia-prorompente-modernita.html' title='Marsiglia, prorompente modernità'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwZuqduJa9I/AAAAAAAAADc/GUNvHKWOE14/s72-c/mars_054--75x60.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-7368623750692097716</id><published>2009-11-20T01:56:00.000-08:00</published><updated>2009-11-20T02:01:56.703-08:00</updated><title type='text'>Legionario. La mia vita nella legione straniera</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwZpDOxnNeI/AAAAAAAAADU/x8kPNtRCI3Y/s1600/copt13.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 80px; height: 128px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwZpDOxnNeI/AAAAAAAAADU/x8kPNtRCI3Y/s320/copt13.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406123906931570146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Oggi vi cosigliamo questa lettura:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo: Legionario. La mia vita nella legione straniera&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore: Sloane Tony &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Descrizione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A diciotto anni, Tony Sloane è un ragazzo inquieto. Da che i suoi hanno divorziato, quando lui era ancora piccolo, ha vissuto in decine di posti diversi, e dopo aver lasciato la scuola a sedici anni ha dovuto imparare a cavarsela da solo, facendo i lavori più disparati e senza una casa in cui tornare la sera. È con l'idea di trovarsi un lavoro per l'estate a Gibilterra che lascia Norwich in autostop, senza immaginare che l'incontro con un legionario, a Marsiglia, darà una svolta alla sua vita. Affascinato dai suoi racconti, e alla ricerca di avventure, viaggi ed esperienze, Tony si arruola. Invece che su una spiaggia, trascorre i successivi quattro mesi sui Pirenei, impegnato nell'addestramento. Impara a obbedire e a non fare mai domande, a parlare francese, a evitare "la taule", la prigione militare, a non rimpiangere mai il passato. Solo dopo centoventi chilometri di marcia ottiene il diritto di indossare il leggendario Képi Blanc, e di fregiarsi del titolo di legionario. Ma non è che l'inizio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-7368623750692097716?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/7368623750692097716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/legionario-la-mia-vita-nella-legione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/7368623750692097716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/7368623750692097716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/legionario-la-mia-vita-nella-legione.html' title='Legionario. La mia vita nella legione straniera'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwZpDOxnNeI/AAAAAAAAADU/x8kPNtRCI3Y/s72-c/copt13.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-6162357405979605935</id><published>2009-11-15T13:38:00.000-08:00</published><updated>2009-11-15T13:39:37.327-08:00</updated><title type='text'>Storia di un Mercenario</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwB1FSINJAI/AAAAAAAAADI/clR9h94FFc8/s1600-h/4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 132px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwB1FSINJAI/AAAAAAAAADI/clR9h94FFc8/s200/4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404448286470644738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Salve a tutti mi presento io sono jimmy, e la mia professione è quella di mercenario professionista. Volevo raccontarvi la mia storia di quando ho intrapreso questo mestiere che all’inizio sembrava più difficile del previsto ma pian piano che passavano i giorni ho capito che questo era il lavoro giusto per me. Premetto che io non sono un tipo violento nel senso che non vado in cerca della classica rissa del sabato sera, io quando partecipo a delle missioni mi diverto e basta. Ricordo come se fosse ieri il giorno che mi dissero di partecipare alla mia prima missione in una zona che non posso dirvi per motivi di sicurezza ( della mia ed anche della vostra ). La missione consisteva nell’introdurmi in un accampamento per distruggere un laboratorio dove veniva raffinata la cocaina ed infine dovevo catturare il capo della banda nonché il chimico che era addetto alla raffinazione. Ricordo che quella notte pioveva fortissimo anche se eravamo al 25 di luglio e faceva un caldo incredibile. Mi sono introdotto nell’accampamento facendo attenzione a non farmi scoprire il campo era pieno di uomini armati fino ai denti, pian piano mi sono avvicinato al laboratorio ma quasi quando stavo per entrare sono stato scoperto, per mia fortuna sono riuscito ad entrare nel laboratorio da una finestra non prima però di aver ucciso un paio di uomini. Dentro il laboratorio ho piazzato una carica di c4 vicino ai fusti che contenevano il materiale per la raffinazione, sono uscito di corsa e poco dopo BOOM. Intanto il campo era diventato un caos pieno di gente armata che sparava a qualsiasi cosa si muovesse muoversi in quel caos era davvero difficile. Sono arrivato nella baracca del loro capo, però con mia sorpresa l’ho trovato riverso per terra in un lago di sangue. Dopo quella ne sono venute altre di missioni alcune molto più complicate altre invece più facili, adesso vi devo salutare il mio lavoro chiama alla prossima spero vi sia piaciuta la mia storia un saluto a tutti i lettori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-6162357405979605935?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/6162357405979605935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/storia-di-un-mercenario_15.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/6162357405979605935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/6162357405979605935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/storia-di-un-mercenario_15.html' title='Storia di un Mercenario'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SwB1FSINJAI/AAAAAAAAADI/clR9h94FFc8/s72-c/4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-7708173499306975965</id><published>2009-11-13T15:18:00.000-08:00</published><updated>2009-11-13T15:21:18.642-08:00</updated><title type='text'>Storia di un mercenario serbo in Iraq</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/Sv3p6HaE5wI/AAAAAAAAACA/-gIA8jUeCgc/s1600-h/guerriero.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 145px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/Sv3p6HaE5wI/AAAAAAAAACA/-gIA8jUeCgc/s200/guerriero.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403732312544569090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Non posso dire che la parola piacere sia quella che descrive meglio il mio lavoro, ma è sicuramente quella che si avvicina di più a quello che provo durante un’operazione. Certo, i soldi sono importanti e sono anche tanti, ma sono più o meno quelli che potrei guadagnare facendo un altro lavoro”. Il mestiere della guerra. A parlare, in un’intervista al quotidiano serbo Blic, è Gabrijel. Non è il suo vero nome, ma quello di battaglia. Il suo nome da mercenario. Questo è il mestiere di Gabrijel, ex militare dei corpi speciali jugoslavi nato a Sarajevo. Negli ultimi 4 anni della sua vita ha lavorato in Iraq, come contractor per alcune delle tante imprese che hanno ottenuto appalti nel martoriato paese arabo dopo la caduta del regime di Saddam Hussein. Un anno fa a Obrenovac, assieme a un altro serbo che ha condiviso con lui il periodo tra il Tigri e l’Eufrate, ha aperto un campo di addestramento per mercenari, o per contractor, o per vigilanti privati, come si fanno chiamare loro, quasi tutti veterani del conflitto nei Balcani degli anni Novanta. La Serbia non ha una legislazione precisa in materia, e questo permette all’impresa di Gabrijel di fare affari d’oro. “Il guadagno mensile in un paese come l’Iraq è di circa 4mila dollari Usa per chi fa la scorta ai convogli”, racconta Gabrijel, “ma arriva anche a 30mila dollari mensili per quelli che fanno le guardie del corpo ai dirigenti dell’azienda. Per arrivare in Iraq esistono vie legali e illegali. Una volta sono arrivato a Baghdad con una lettera d’accredito dell’azienda per la quale lavoravo che mi garantiva un visto d’ingresso valido un mese, ma la volta dopo sono entrato illegalmente dalla frontiera turca, sapendo che dovevo solo fare in modo di arrivare a Baghdad e poi là avrei trovato un lavoro. E così è stato. La cosa più importante, se si vuole andare a lavorare in Iraq, è quella di avere motivazioni più forti del denaro”. Gabrijel racconta di aver incontrato “molte persone provenienti dall’ex Jugoslavia: kosovari, bosniaci, serbi, macedoni. La maggior parte di loro lavorava per la Halliburton, perché siamo conosciuti come ottimi meccanici. Ma il vero business nella logistica lo fanno filippini, cingalesi e indiani. Noi, alla fine, preferiamo la sicurezza”.Il business della guerra. Un buon affare dunque, la guerra in Iraq. Sia per chi ci va come Gabrijel per provare il ‘piacere’ che gli da il suo lavoro, sia per chi magari ci va solo perché trovare un posto di lavoro in Serbia è una chimera. Stesso discorso vale per i contractor provenienti da tutto il mondo. Ma quanti sono i contractor in Iraq? Al tempo del rapimento dei 4 italiani si era parlato molto di questa nuova figura del combattente privato, per il quale viene usata la stessa definizione che viene utilizzata anche per gli impiegati civili al seguito delle truppe. I combattenti veri e propri, quelli che si occupano della sicurezza, quanti sono in Iraq? Una stima precisa è impossibile, trattandosi di contrattazioni private, ma nel 2002 la professoressa Gabriella Pagliani nel suo saggio Il mestiere della guerra, calcolava che  il valore degli appalti riguardanti società di contractor privati con stabili rapporti con l'amministrazione Usa avesse raggiunto i 170 milioni di dollari, pari a un terzo del prodotto interno lordo dell'intero continente africano. Circa un anno fa è scoppiato un contenzioso tra la Custer Battles, una delle principali aziende della sicurezza privata - suo l’appalto per l’aeroporto di Baghdad - e l’amministrazione Usa. I suoi dipendenti e i militari regolari si sono sparati addosso l’un l’altro. E l’episodio non è stato neanche isolato, ma sono stati molti i faccia a faccia tra militari e mercenari: secondo i militari, i privati finiscono per complicargli la vita. Secondo i mercenari, i militari sono invidiosi delle loro paghe. Quale che sia il motivo, la guerra in Iraq sarà ricordata anche per i contractor, per aver portato tra gli iracheni persone come Gabrijel, in cerca del piacere che gli dà il suo lavoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferimento Link:http://it.peacereporter.net/articolo/5899/Il+fascino+perverso+della+guerra&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-7708173499306975965?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/7708173499306975965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/storia-di-un-mercenario-serbo-in-iraq.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/7708173499306975965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/7708173499306975965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/storia-di-un-mercenario-serbo-in-iraq.html' title='Storia di un mercenario serbo in Iraq'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/Sv3p6HaE5wI/AAAAAAAAACA/-gIA8jUeCgc/s72-c/guerriero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-8375239111269265501</id><published>2009-11-13T15:16:00.000-08:00</published><updated>2009-11-13T15:17:39.255-08:00</updated><title type='text'>Morte di un mercenario</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/Sv3pDJD4DaI/AAAAAAAAAB4/_JnQnGxZYvg/s1600-h/angels-1-11.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 167px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/Sv3pDJD4DaI/AAAAAAAAAB4/_JnQnGxZYvg/s200/angels-1-11.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403731368095518114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Jean Guy Allard&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pilota traditore ed agente della CIA Pedro Luis Díaz Lanz, che da anni viveva a Miami in modo miserabile, costretto a dormire in un’automobile per la mancanza di una casa, abbandonato dalla mafia che tanto l’aveva adulato, si è tolto la vita “in circostanze non ancora chiarite”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Díaz Lanz, che si era legato alla CIA, tradendo la Rivoluzione quando aveva raggiunto il comando della Forza Area ribelle, “è morto ad 81 anni, povero e deluso, colpito dalle turbe emotive che avevano seriamente indebolito la sua salute negli ultimi anni”, ha annunciato la stampa mafiosa di Miami.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pilota dagli anni ‘40, Díaz Lanz si era legato all’Esercito Ribelle, trasportando armi dal Costa Rica e dal Venezuela sotto la copertura di voli commerciali. Attraverso questa stessa rotta, mesi prima del trionfo della Rivoluzione, l’agente della CIA Frank Sturgis, noto come Frank Fiorini, spacciandosi per rivoluzionario, accompagnò Pedro Luis Díaz Lanz e penetrò nella Sierra Maestra, portando un carico di armi per l’insurrezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo il trionfo della Rivoluzione, il minuto ed imberbe pilota si legò al traditore Huber Matos nelle sue cospirazioni e, scoperto, scappò dal paese nel giugno 1959, per riunirsi a Miami con i suoi padroni dell’intelligence nordamericana che, presto, lo utilizzarono nella guerra sporca contro l’Isola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 21 ottobre 1959, pilota uno dei due bombardieri B25 decollati da Pompano Beach e mitraglia una manifestazione all’Avana, causando 2 morti e 45 feriti. Una pioggia di colpi gli toglie definitivamente la voglia di entrare nello spazio aereo cubano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AL LATO DEI RESTI DELLA TIRANNIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua identità di agente è confermata dagli inviti, da parte di senatori nordamericani di estrema destra, ad assistere alle sessioni pubbliche del Congresso, al lato di una vera collezione dei residui della dittatura di Batista. Sbirri come il generale Francisco Tabernilla Dolz ed il figlio, colonnello Marcelo Tabernilla Palmeno, capo dell’aviazione batistiana, l’ex capo del Servizio d’Intelligence Militare, Manuel Ugalde Corrilo, e l’agente Rafael Díaz Balart, ex sottosegretario agli Interni della tirannia e padre degli attuali congressisti Lincoln e Mario Díaz Balart.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti al Sottocomitato di Sicurezza Interna del Senato nordamericano, quest’anticomunista viscerale partecipa allo “show” per giustificare le operazioni pianificate dalla CIA contro Cuba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la CIA preparava la famosa Operazione 40, messa in piedi per disporre d’un commando di agenti preparati nel terrorismo e la repressione, in vista dell’invasione mercenaria di Playa Giron, Díaz Lanz appare al lato di criminali come Luís Posada Carriles, Orlando Bosch, José Basulto, Antonio Veciana, Rafael "Chi Chi" Quinterno, Rolando "El Tigre" Masferrer, Eladio del Valle, Guillermo Novo Sampoll, Félix Rodríguez Mendigutía, Virgilio Paz, José Dionisio "Charco de Sangre" Suárez, Gaspar "Gasparito" Jiménez Escobedo e tante altre canaglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Addestrato a Fort Bragg, Carolina del Nord, e a Fort Benning, Georgia, partecipa con loro in innumerevoli azioni terroristiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SEGNALATO COME COMPLICE DELL’OMICIDIO DI KENNEDY&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabian Escalate, ex capo dell’intelligence cubana, riferisce che Díaz Lanz fu segnalato, quando s’indagava dall’Isola sulle circostanze dell’assassinio del presidente John F. Kennedy, in varie relazioni che parlavano di un gruppo di cubani a Dallas, il giorno 18 novembre 1963. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si menziona Pedreo Luis Días Lanz, in compagnia dei fratelli Novo Sampol, Luis Posada Carriles, Orlando Bosh, Virgilio Paz e Antonio Veciana come i possibili complici dell’omicidio, in un complotto che unisce la CIA con la mafia italiana e la controrivoluzione cubanoamericana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marita Lorenz, la spia reclutata da Frank Sturgis, spiegò al Comitato Speciale d’Inchiesta sugli omicidi di John F. Kennedy, di suo fratello Robert e di Martin Luther King, che un incontro a Miami, nella stessa casa del terrorista Orlando Bosch, Díaz Lanz complottò con Lee Harvey Oswald, pianificando un viaggio a Dallas, realizzato il successivo 15 novembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Díaz Lanz fu intimo amico di David Ferrie, pilota d’origine cubana, che partecipò al bombardamento dell’Avana: Ferrie fu interrogato dopo il crimine circa i suoi legami con Jack Ruby, l’assassino di Oswald.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1989, l’unica sorella di Díaz Lanz, Esther María, fu assassinata nella stanza affittata al civico 542 di Jefferson Avenue, a South Beach, Miami, accoltellata da un vicino. La polizia avrà bisogno di 6 mesi per risolvere il delitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbandonato alla sua sorte dalla CIA e dai capi terroristi, Díaz Lanz, si è arrangiato, guadagnandosi da vivere con lavori mal pagati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da anziano, uno stato d’estrema indigenza lo costringe a dormire in un’automobile: non ha la possibilità di affittare una stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stampa mafiosa afferma che l’ex membro dell’Operazione 40 “si è tolto la vita con un colpo al petto”, mentre era a casa di un “fratello”, sebbene ammette che la polizia continua ad indagare sulle circostanze di questa sospettosa morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena è stata resa nota la notizia dell’apparente suicidio, gli stessi capi di Miami che l’avevano abbandonato, si sono affrettati a fare l’apologia del “militante anticastrista” sui mezzi d’informazione mafiosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-8375239111269265501?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/8375239111269265501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/morte-di-un-mercenario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/8375239111269265501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/8375239111269265501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/morte-di-un-mercenario.html' title='Morte di un mercenario'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/Sv3pDJD4DaI/AAAAAAAAAB4/_JnQnGxZYvg/s72-c/angels-1-11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-5928298979230480531</id><published>2009-11-13T15:08:00.001-08:00</published><updated>2009-11-13T15:08:54.196-08:00</updated><title type='text'>Dalla corte di Strasburgo: no al crocifisso nelle aule</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/Sv3m_rWGK5I/AAAAAAAAABw/CEcRMdallSU/s1600-h/gesu_crocifisso.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/Sv3m_rWGK5I/AAAAAAAAABw/CEcRMdallSU/s200/gesu_crocifisso.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403729109556013970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dalla corte di Strasburgo: no al crocifisso nelle aule. Non rispettati i diritti umani. Nuova persecuzione contro i cristiani? Ripristinato il reato di opinione? Rispetto dei diritti di tutti o dittatura di uno o pochi? Comunque sempre e soltanto sopraffazione. Nella Costituzione europea negate le radici cristiane e nel diritto di tutte le nazioni cosidette democratiche che non vige il principio cristiano della difesa e della protezione del piu debole contro il sopruso del più forte? Tutte le cattedrali d'Europa e dell'umanità hanno avuto come base i valori cristiani. Evoluzione o involuzione? Scopo dell'individuo quello di evolversi, e la su evoluzione si trasmette all'individuo seguente e da questo al seguente ancora e si contribuisce così all'evoluzione dell'umanità sino a giungere al punto omega, prospettato dal grande dal grande gesuita, scienziato, antropologo, il primo ad unire fede e scienza, Pierre Teilhard marchese de Chardin. Morto quasi in esilio a New York nel 1955, come tutti gli anticipatori, gli innovatori, i profeti, non fu allora capito se non da pochi. Ma il suo pensiero è più che mai attuale. Sì, l'evoluzione dell'umanità, ma questa non procede per linea diretta ascendente, bensì a spirale, con avanzamenti, cadute, recuperi e di nuovo avanzamenti, cadute e recuperi. In modo faticoso e sofferto, perche nulla è dato all'uomo senza fatica nè sofferenza. Per aspera ad astra. Siamo in un momento di caduta? Sembra di sì, così come doloroso momento di caduta è stato il nazismo con i suoi lager e stremini d'inermi, discriminati perchè diversi. Si parla tanto della biodiversità di tutti i campi, ma nel contempo si fanno norme che portano all'uniformità della globalizzazione, quando invece si deve metter in rilievo la glocalità: pensare globale, agire locale. Tutte le cellule del nostro corpo sono diverse, tutte le tessere dello stesso mosaico sono differenti le une dalle altre per poter comporre un meraviglioso disegno. Nel mondo spariscono le specie vegetali e animali portandoci a un inpoverimento e a un'uniformità squallidi. Non si rispettano nè la natura nè l'identità dell'uomo. Nel penultimo libro di Carlo Sgorlon "L'alchimista degli strati" sono toccati in un fascinoso intreccio le tre tematiche tanto dibattutte oggigiorno: l'ecologia, l'integrazione delle diverse culture e, nel contempo, il mantenimento della propria identità. Il 25 novembre 2001, subito dopo l'11 settembre e la distruzione delle Twin Towers, fu celebrata in duomo una Santa Messa per la pace. Vi parteciparono vari rappresentanti di etnie e confessioni diverse nel loro tradizionale costume e ognuno di loro lesse una preghiera per la pace secondo il suo credo religioso e nella su lingua: perchè è proprio dell'uomo volgere lo sguardo in alto e anelare alla pace, ma tutti hanno il diritto di esprimere questo afflato etico nella lingua e secondo i modi della loro fede storica.&lt;br /&gt;Tout ce qui monte converge, dice Pierre Teilhard de Chardin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è sembrato doveroso riportare l'articolo comparso sul Messaggero Veneto del 13 novembre 2009 scritto da Lucia Marano De Stefano &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie DIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-5928298979230480531?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/5928298979230480531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/dalla-corte-di-strasburgo-no-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/5928298979230480531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/5928298979230480531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/dalla-corte-di-strasburgo-no-al.html' title='Dalla corte di Strasburgo: no al crocifisso nelle aule'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/Sv3m_rWGK5I/AAAAAAAAABw/CEcRMdallSU/s72-c/gesu_crocifisso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-4663723547963027184</id><published>2009-11-12T15:03:00.000-08:00</published><updated>2009-11-12T15:06:15.539-08:00</updated><title type='text'>Iraq, dalla Russia con onore</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvyU3qdLfvI/AAAAAAAAABg/EooQZzZme8g/s1600-h/7727_159468806591_131761396591_2839564_3278019_a.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 110px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvyU3qdLfvI/AAAAAAAAABg/EooQZzZme8g/s200/7727_159468806591_131761396591_2839564_3278019_a.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403357336948145906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Iraq, dalla Russia con onore &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nuovi 'mercenari' in Iraq parlano russo. Con il disimpegno dei soldati occidentali dal Paese mediorientale, l'abbandono dal quale verrà terminato gradualmente entro il 2011, la sicurezza è stata lasciata ai militari e alla polizia iracheni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il vuoto lasciato dagli eserciti regolari, ancora presenti in zone-chiave come Kirkuk e Tikrit, spesso è riempito dai contractors stranieri. Una delle principali compagnie di sicurezza russe, la Oryol, ha recentemente chiesto al proprio governo maggiori 'libertà' nelle attività di protezione degli interessi russi nel Paese, ovvero un adeguato sostegno legislativo per le loro operazioni all'estero. I contractor russi della Oryol vengono sottoposti a un duro addestramento in patria, affinchè possano affrontare le insidie e le minacce quotidiane, nel pericoloso 'mestiere' di difesa e protezione di ingegneri, tecnici, imprenditori russi. Ma gli uomini della Oryol, a differenza della più famosa e criticata controparte statunitense Blackwater, non sono considerati, dal punto di vista legale, una 'forza di sicurezza privata', bensì semplici 'consulenti'. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non abbiamo uno status, né abbiamo diritti - spiega uno degli istruttori del Centro, Oleg Pyrsin - e se qualcuno ci chiede perchè siamo armat, ciò che possiamo rispondere è 'per autodifesa'. Se succede qualcosa, e dobbiamo sparare, non voglio pensare a cosa, o di cosa, ci tocca rispondere dopo". Nonostante i rapporti con ministero degli Esteri e ambasciata nel Paese siano eccellenti - tra i membri della Oryol sono presenti anche ex- funzionari dei servizi segreti russi - la necessità è di fornire un quadro giuridico che consenta di estendere le restrizioni imposte all'uso delle armi. Ma, secondo la compagnia stessa, i limiti entro i quali si è trovata costretta a operare la compagnia di sicurezza, si sono paradossalmente rivelati un fattore positivo, nel rapporto con l'ambiente nel quale si trovano a operare. L'organizzazione ha fatto più affidamento sulla costruzione di relazioni che non sull'uso della forza. Secondo i suoi dirigenti, al Oryol è vista sotto una luce molto migliore rispetto ai colleghi della Blackwater e al loro eccessivo uso della forza, che spesso ha avuto come conseguenza l'uccisione di civili. "Questo è il nostro punto d'onore", ribadisce Pyrsin. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma adesso la Oryol chiede al Parlamento russo di sciogliere tali vincoli, regolamentando la loro attività in modo da concedere agli uomini della sicurezza privata più libertà di azione. La Duma, il Parlamento russo, potrebbe esaminare nei prossimi mesi le richieste delle compagnie private, estendendo anche al di fuori della Russia le condizioni che disciplinano le attività di sicurezza di tali soggetti. I contractors russi non sono una presenza nuova in Iraq. Numerosi contractors sono da anni nel 'circuito'. Nel 2005, numerosi ex soldati sovietici lavoravano con la Eryn, compagnia di sicurezza privata britannica. Una vera e propria multinazionale, come ormai ce ne sono tante: il team leader era francese, il mamagement britannico e sud-africano. Gli autisti e gli uomini armati, ovvero gli addetti al lavoro sporco, provenivano dalle ex repubbliche sovietiche. Dove certamente non hanno fatto esperienza di diplomazia o 'costruzione di relazioni amichevoli'. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Peacereporter&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-4663723547963027184?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/4663723547963027184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/iraq-dalla-russia-con-onore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/4663723547963027184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/4663723547963027184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/iraq-dalla-russia-con-onore.html' title='Iraq, dalla Russia con onore'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvyU3qdLfvI/AAAAAAAAABg/EooQZzZme8g/s72-c/7727_159468806591_131761396591_2839564_3278019_a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-1248471850274493167</id><published>2009-11-12T05:31:00.000-08:00</published><updated>2009-11-12T06:15:31.105-08:00</updated><title type='text'>Chiamatemi Kurt</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvwPsp0BV9I/AAAAAAAAAA0/Ps2zuaDTm2s/s1600-h/mercenario.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 153px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvwPsp0BV9I/AAAAAAAAAA0/Ps2zuaDTm2s/s200/mercenario.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403210912750458834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Salve. Chiamatemi Kurt, il mio vero nome è molto più banale. &lt;br /&gt;Mi sono ritirato dopo l’ultimo incarico e ora svolgo un’attività del tutto convenzionale abbastanza anonima.&lt;br /&gt;Io sono, anzi sono stato, un operatore privato di sicurezza, altrimenti definito private contractor o, senza troppi fronzoli come si diceva quando ho iniziato, un mercenario.&lt;br /&gt;È meglio mettere in chiaro subito una cosa: sì, per lavoro ho ucciso e contribuito a far uccidere delle persone. Quante di preciso non so. Solo i malati di mente portano certi conti. Non mi è piaciuto, non mi piace nemmeno ora, ma ho trovato un equilibrio con questa faccenda. Sono bravo nel mio lavoro, uno dei migliori. Per me le armi sono veramente l’ultima risorsa, mi piace ragionare e mediare. Ho uno dei tassi tango(1) più bassi del circuito. Se le mie missioni fossero state affidate a uno spetsnaz(2) o a qualche fanatico di Parris Island(3),  probabilmente ci sarebbero un centinaio di persone in meno in giro per il mondo. Preferisco pensare che la mia professionalità abbia salvato la vita di questa gente.&lt;br /&gt;Le domande che mi fanno quando qualcuno viene a sapere della mia esperienza sono, più o meno, sempre le stesse: come hai cominciato e perché, che tipo di lavoro si fa e per chi, quanto si guadagna (in genere questa è la prima), hai mai ucciso qualcuno (a questa ho già risposto), come si diventa private contractor, come si diventa operatore privato di sicurezza, come si diventa mercenario (la domanda, in questo caso, dipende da età, livello culturale e numero di libri di avventura letti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercherò di rispondere a queste domande sperando che questo vi aiuti a comprendere meglio un fenomeno che ha una consistenza molto superiore a quella che un non addetto può anche lontanamente immaginare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come hai cominciato e perché&lt;br /&gt;Appena raggiunta la maggiore età, mi sono arruolato nelle IDF(4). Sono un ebreo italiano. Gli israeliani hanno un programma di arruolamento apposito per gli ebrei di nazionalità straniera(5) e io volevo dare il mio contributo alla difesa della Terra Promessa. Non so oggi, ma la cosa non era esattamente legale per un cittadino italiano alla fine degli anni settanta così eviterei di dilungarmi su particolari superflui.&lt;br /&gt;Ho ricevuto un ottimo addestramento e ho prestato servizio per due anni in zona di combattimento venendo ferito quattro volte, ricevendo due promozioni sul campo ed una decorazione al merito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine dei due anni di ferma ho deciso di congedarmi e tornare in Italia. La difesa della Terra Promessa si era spesso rivelata troppo aggressiva, cosa in contrasto con i principi che mi avevano portato lì.&lt;br /&gt;Con me si sono congedati un paio di commilitoni, fra i quali un russo, con il quale rimasi in contatto. Il russo, non potendo rientrare in Unione Sovietica da dove era scappato, rimase in Israele acquisendo la cittadinanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia ho ripreso a studiare, mantenendomi con lavoretti e facendo perfino il vigile del fuoco. Il mio commilitone russo mi contattò e mi coinvolse nella prima missione da mercenario, pardon da private contractor. Si trattava di scortare alcuni uomini di affari svedesi in territorio ostile. L’offerta era buona, una decina di stipendi da vigile del fuoco, spese escluse, per tre settimane di un lavoro semplice, quasi un viaggio turistico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora ho fatto diverse missioni in circa venti anni di carriera specializzandomi sempre più in vari campi come la sicurezza nelle telecomunicazioni e la protezione dei dati e diventando un professionista molto apprezzato. Nel frattempo ho completato i miei studi e mi sono costruito una vita normale che ho condotto parallelamente a quella di contractor mantenendo il numero di missioni ad un massimo di tre, quattro all’anno, quelle dove la mia capacità di coniugare esperienza militare e competenza tecnica mi consentivano di controllare il quadro operativo e ridurre il mio tasso tango a livelli da record.&lt;br /&gt;Che tipo di lavoro si fa e per chi&lt;br /&gt;A fronte di una visione popolare del mercenario rozzo al servizio del dittatore di turno che spara all’impazzata facendosi strada tra poveri soldati regolari incapaci di contrastare la sua potenza di fuoco, il private contractor attuale può ricoprire una serie di ruoli in funzione della sua esperienza, del suo addestramento e della competenza tecnica su armamenti, telecomunicazioni, banche dati e controllo del territorio. E’ possibile anche applicarsi a compiti di intelligence anche se, in questo caso, è necessario appartenere ad etnie specifiche con conoscenza profonda delle lingue e dei costumi dei soggetti coinvolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tempi sono cambiati da quando si cercava lavoro sugli annunci di Soldier of Fortune. Oggi, la quasi totalità del mercato è nelle mani di grandi compagnie militari private (private military company o pmc) come la Xe Services LLC(6), la Aegis Private Security, la C3 Defense o la Beni Tal israeliana.&lt;br /&gt;Il 90% del business serio è nelle loro mani, anche se ci sono diversi operatori minori ai quali arriva, in sub sub molto sub appalto, il lavoro più oneroso e meno retribuito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si lavora per i governi o per i privati, in genere grandi compagnie o persone di grande disponibilità economica.&lt;br /&gt;I governi richiedono servizi di bassa specializzazione, quali presidio di zone occupate e bonificate, scorte a convogli merci e protezione di installazioni a basso impatto strategico dove risulterebbe più oneroso impiegare personale militare regolare visto anche il notevole assottigliamento degli eserciti regolari sempre più a corto di effettivi.&lt;br /&gt;E’ possibile, anche se raro, il ricorso a private contractors anche nel caso di operazioni a fuoco quali il recupero di ostaggi o operazioni di bonifica del territorio. In questo caso, il ricorso a mercenari in luogo di truppe regolari può avere il fine politico di non dover giustificare eventuali perdite all’opinione pubblica interna che, magari, non condivide scopi e metodi delle azioni militari in cui è impiegato il proprio paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lavoro di livello qualitativo più alto e sicuramente più remunerativo è quello che si fa per le grandi società internazionali. Per comprendere meglio la funzione delle compagnie militari private al servizio di multinazionali occorre riflettere sul fatto che, a volte, le decisioni prese dal governo di qualche remoto paese africano o sudamericano, non sono esattamente rispettose della proprietà, del diritto internazionale e degli interessi degli azionisti. E’ possibile, infatti, che un governo imponga nuove regolamentazioni fiscali vessatorie, magari con effetto retroattivo, e decida di sequestrare gli impianti, trattenere i passaporti dei funzionari stranieri fino a quando la società non decide di mettersi in regola con le nuove disposizioni. Il ricorso alle rappresentanze consolari o alle ambasciate è spesso lento e macchinoso. Non esistendo una polizia internazionale in grado di proteggere la proprietà e gli interessi da imposizioni arbitrarie, si ricorrere ai servizi di una compagnia militare privata per recuperare i propri addetti e portarli al sicuro o per proteggere impianti dal valore di milioni di dollari.&lt;br /&gt;Altre volte si lavora per grandi gruppi assicurativi per il recupero di proprietà cadute nelle mani di pirati o di predoni. In questi casi il recupero del bene consente alla compagnia assicurativa di non erogare il rimborso previsto dalla polizza.&lt;br /&gt;Quanto si guadagna&lt;br /&gt;Bella domanda che, ovviamente, non può avere una risposta univoca. Diciamo che per compiti di scarsa specializzazione quali scorte e sorveglianza, in genere si ottengono ingaggi bi-trimestrali di circa 15-20.000 dollari dai quali dedurre le tasse ( sempre che si decida di pagarle ), i costi per l’equipaggiamento personale, il sostentamento e quello per una robusta assicurazione sulla vita che, per gli incarichi di basso profilo, non è quasi mai compresa nella retribuzione.&lt;br /&gt;Se invece si opera ad un livello di specializzazione maggiore, le modalità di retribuzione, come pure le cifre, cambiano notevolmente. In questo caso si riceve un ingaggio relativo alla singola missione e proporzionale ai compiti previsti per la propria specializzazione. Nell’ingaggio è compreso l’equipaggiamento e l’assicurazione e, spesso, è previsto un bonus collegato al completamento degli obiettivi.&lt;br /&gt;Queste modalità sono solo per gente esperta e che può portare alla missione un contributo che va aldilà di sparacchiare qualche raffica di HK in giro, cosa che, in fin dei conti, può fare chiunque.&lt;br /&gt;Sto parlando di specialisti di logistica, esperti di detonazioni e deflagrazioni (che non sono la stessa cosa), piloti di elicottero, di caccia o di mezzi corazzati, conoscitori di tecniche di intrusione o difesa informatica ecc.&lt;br /&gt;Più alto è il ranking con il quale uno specialista è conosciuto in giro, maggiore è la sua retribuzione. Si può arrivare tranquillamente a cifre con sei zeri se la missione è lunga, rischiosa e muove interessi sostanziosi.&lt;br /&gt;Come si diventa private contractor, come si diventa operatore privato di sicurezza, come si diventa mercenario.&lt;br /&gt;Lasciati dire che se stai cercando questa risposta su internet, probabilmente questo non è il lavoro per te. Quello che voglio dire è che si arriva a fare il private contractor al seguito di una serie di esperienze non banali che ti mettono in condizione di incontrare le persone giuste nelle condizioni giuste per iniziare. E’ necessario un addestramento militare serio ed almeno un anno o due di servizio, meglio se effettuato in corpi operativi impegnati in teatri di combattimento. In queste condizioni è facile conoscere persone in grado di procurare un contratto alla conclusione dell’arruolamento regolare. Ovviamente, questo da solo la possibilità di essere coinvolti in operazioni non specialistiche dove il massimo che è richiesto è quello di non sembrare degli spaventapasseri con un fucile in mano. Per entrare nel giro grosso, quello delle missioni per intenderci, è necessario addestrarsi e, tenetevi forte, studiare. Quindi, se pensate di fare i mercenari perché a scuola siete delle mezze seghe, cambiate idea. Un buon professionista è esperto almeno in due branche fondamentali. In missione si va in 10, 15, non di più e, se necessario, si deve essere in grado di sostituire validamente l’esperto di telecomunicazioni così come il meccanico o l’armiere.&lt;br /&gt;L’entusiasmo è controproducente. Un mestiere come quello di mercenario non può piacere, a meno che qualcuno non abbia le rotelle fuori posto. Va fatto con professionalità e distacco. Quando ho selezionato le mie squadre ho sempre scartato a priori quelli che mi dicevano che si divertivano a fare queste cose. Non può essere divertente rischiare la pelle o doversi trovare a sparare addosso a qualcuno. Va fatto. Si fa. Il mondo funziona così, ma non è e non sarà mai una cosa bella.&lt;br /&gt;Le ultime missioni le ho svolte da controllore, nel senso che ho gestito la squadra sul campo da una postazione remota (a volte molto, ma molto remota a causa dell’indisponibilità di infrastrutture tecnologiche evolute nelle prossimità del luogo della missione) dove si controlla la logistica, il territorio ed il quadro operativo attraverso supporto satellitare ed informatico.&lt;br /&gt;Le missioni in territorio ostile sono spesso supportate in questo modo. Al controllore, che ha una visione più ampia e distaccata, è affidato il compito di coordinare le azioni delle squadre e, se necessario, prendere decisioni che possono coinvolgere il destino di uomini e materiali.&lt;br /&gt;La mia ultima missione da controllore, quella con la quale ho concluso la mia carriera, è stata un vero fallimento. E’ stato triste congedarsi così, ma questo è un lavoro dove gli errori si pagano molto duramente e tutti, prima o poi, una fesseria la facciamo.&lt;br /&gt;Comunque, questa è un’altra storia. Se vi interessa ve la racconterò un’altra volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferimento: http://www.mentecritica.net/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-1248471850274493167?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/1248471850274493167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/chiamatemi-kurt.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/1248471850274493167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/1248471850274493167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/chiamatemi-kurt.html' title='Chiamatemi Kurt'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvwPsp0BV9I/AAAAAAAAAA0/Ps2zuaDTm2s/s72-c/mercenario.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-4224485597505982582</id><published>2009-11-12T05:00:00.000-08:00</published><updated>2009-11-12T06:16:13.932-08:00</updated><title type='text'>Arruolarsi nella Legione Straniera</title><content type='html'>Se desiderate avere informazioni sulle condizioni di ingaggio nella Legione Straniera, e sulle prospettive di carriera ,presentatevi o telefonate ai posti d'informazione e di reclutamento sotto riportati.Questi uffici sono aperti permanentemente, e sono a vostra completa disposizione.Potete ugualmente scrivere o telefonare all'Ufficio Reclutamento della Legione Straniera, Quartier Viénot, 13400 AUBAGNE, Tèl :(0)4 42 18 12 57P.S. il prefisso internazionalòe della Francia è 0033&lt;br /&gt;Riferimento Link &lt;a href="http://www.legionestraniera.org/le_dev.htm"&gt;http://www.legionestraniera.org/le_dev.htm&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-4224485597505982582?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/4224485597505982582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/arrolarsi-nella-legione-straniera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/4224485597505982582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/4224485597505982582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/arrolarsi-nella-legione-straniera.html' title='Arruolarsi nella Legione Straniera'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-3525228684027313797</id><published>2009-11-12T04:44:00.000-08:00</published><updated>2009-11-12T06:33:20.140-08:00</updated><title type='text'>Il ritorno a casa di un legionario in pensione !!!</title><content type='html'>Da pochi anni ,sono ritornato in Italia,sono stato nella Légion étrangère, x 15 anni e altri 5 come mercenario,al soldo degli U.S.A tramite un agenzia rumena ,molto affermata nel settore!Dalla fine degli anni 80 o partecipato a quasi tutte le guerre ufficiali e non ...Vi chiederete sicuramente,se sono scappato dall'Italia perché ero un delinquente ? Assolutamente NO !Credevo in quello che svolgevo,credevo che le guerre qualcuno le doveva fare e il lavoro sporco,toccava a persone come me,ma con il passare del tempo,i miei dubbi aumentarono e le mie insicurezze diventarono certezze,la mia ideologia di combattere i regimi di qualunque colore essi siano o di qualunque natura,si sgretolo,come un castello di sabbia. Gli eventi drammatici di cui sono stato protagonista,mi portarono a riflettere allungo.&lt;br /&gt;Scrollandomi di dosso l' ideologie fasulle,comunismo fascismo,democrazia,teocratica,qualunque sia il suo colore o la sua natura&lt;br /&gt;perché servono solo per dividere i popoli ed attraverso l'ideologia i governati esercitano il loro potere sui popoli.&lt;br /&gt;Quindi credo solo nell'applicazione della Dichiarazione universale dei diritti umani,perché non è l'ideologia che difende i diritti umani ....ma le persone ...dipende sempre da quale punto di partenza ... si guardano le cose ....&lt;br /&gt;Adesso mi ritrovo in Italia,con un governo che la maggior parte dei suoi esponenti mostra il saluto fascista, come fosse una bandiera,non solo nei comizi,ma anche nelle cerimonie ufficiali,mi trovo un parlamento pieno di mafiosi,amici degli amici,zoccole,giornalisti lecca culo..etc..e questa gentaglia,dovrebbe scegliere per il mio futuro,le scelte prese dai governi del passato, condiziona in negativo il mio presente e di conseguenza anche il vostro,siamo allo sbando, ce la prendiamo con gli immigrati come se fosse l'unico problema del nostro paese,come se tutto dipendesse dagli immigrati. Abbiamo un economia per pochi e potenti,un esercito in guerra,addestrato male,equipaggiato peggio e comandato da incapaci .&lt;br /&gt;Parlando quasi tutti i giorni con degli amici,operai,commercianti,artigiani che si fanno i debiti su debiti per far la spesa,o per fare studiare i figli e questo è sotto gli occhi di tutti non solo i miei. Adesso abbiamo le ronde in bicicletta e le forze dell'ordine a piedi,sono queste le cose che ci danno,questi populisti,demagoghi e puttanieri .Il dramma che passa nell'indifferenza della gente. Il mio passato non posso migliorarlo , ne dimenticarlo e altrettanto non ne vado fiero,ma posso migliorare il mio futuro,perché il tempo dei politicanti che mi prendono per il culo è finito, questo è un regime viscido che si rafforza giorno x giorno, lo sento dall'aria che si respira tutti i giorni che poi sia fascista , comunista ..etc ..li combatterò e non permetterò a nessuno,di intaccare i mie valori,a costo di perdere le mie battaglie,ma ricordate un legionario come me,in battaglia combatte con onore e darò la vita se è necessario, ma questa volta non userò le armi.&lt;br /&gt;Un saluto da un legionario in pensione !!!&lt;br /&gt;Storia tratta dal sito http://legionarioitaliano.myblog.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-3525228684027313797?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/3525228684027313797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/il-ritorno-casa-di-un-legionario-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/3525228684027313797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/3525228684027313797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/il-ritorno-casa-di-un-legionario-in.html' title='Il ritorno a casa di un legionario in pensione !!!'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4598983928069741418.post-6709837726378459125</id><published>2009-11-11T15:49:00.000-08:00</published><updated>2009-11-11T16:01:42.894-08:00</updated><title type='text'>Cosa è Un Contractor</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvtQWISfU7I/AAAAAAAAAAM/k8lKWT59do8/s1600-h/iraq_contractors_rumb.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403000519073420210" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvtQWISfU7I/AAAAAAAAAAM/k8lKWT59do8/s320/iraq_contractors_rumb.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una Compagnia militare privata è un'&lt;a title="Impresa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Impresa"&gt;impresa&lt;/a&gt; che fornisce consulenze o servizi specialistici di natura militare, talora assimilabili alle prestazioni dei &lt;a class="mw-redirect" title="Mercenari" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mercenari"&gt;mercenari&lt;/a&gt;.&lt;a title="^ Peter W. Singer (2005-03-01). Outsourcing War . Foreign Affairs. " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Compagnia_militare_privata#cite_note-0"&gt;[1]&lt;/a&gt; Per riferirsi a questa realtà sono anche utilizzate le espressioni &lt;a title="Lingua inglese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_inglese"&gt;inglesi&lt;/a&gt; seguenti: Private military company, Private Security Contractors (PSCs), Private Military Corporations, Private Military Firms, Military Service Providers.&lt;br /&gt;I servizi e le consulenze coprono quelli tipicamente svolti dalle forze di &lt;a title="Polizia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polizia"&gt;polizia&lt;/a&gt; o militari dei governi, ma molto spesso in scala ridotta. Spesso le CMP sono utilizzate per addestrare o integrare le &lt;a class="mw-redirect" title="Forze armate" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forze_armate"&gt;forze armate&lt;/a&gt; al servizio dei governi, ma non è raro il caso che siano assoldate da "normali" imprese private. Le CMP hanno il loro terreno d'impiego elettivo nei &lt;a title="Conflitto a bassa intensità" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_a_bassa_intensit%C3%A0"&gt;conflitti a bassa intensità&lt;/a&gt;, situazioni in cui il dispiegamento di forze armate convenzionali può apparire politicamente, diplomaticamente, o economicamente troppo rischioso. Tuttavia, i cosiddetti contractors che usano la forza offensiva in una zona di conflitto potrebbero essere considerati "combattenti illegittimi", con riferimento ad un concetto implicitamente deducibile dalla &lt;a class="mw-redirect" title="Convenzione di Ginevra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_di_Ginevra"&gt;Convenzione di Ginevra&lt;/a&gt; ed esplicitamente specificato dal &lt;a class="new" title="Military Commissions Act (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Military_Commissions_Act&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Military Commissions Act&lt;/a&gt;.&lt;a title="^ Julian E. Barnes. America's own unlawful combatants?. Los Angeles Times, 2007-10-15 " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Compagnia_militare_privata#cite_note-1"&gt;[2]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le CMP forniscono guardie del corpo per il presidente dell'&lt;a title="Afghanistan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Afghanistan"&gt;Afghanistan&lt;/a&gt;, costruiscono campi di detenzione a &lt;a class="mw-redirect" title="Baia di Guantanamo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Baia_di_Guantanamo"&gt;Guantanamo&lt;/a&gt;, e pilotano aerei armati da ricognizione ed elicotteri da combattimento impiegati nella lotta alla produzione di &lt;a title="Cocaina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cocaina"&gt;cocaina&lt;/a&gt; in &lt;a title="Colombia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colombia"&gt;Colombia&lt;/a&gt; [&lt;a title="Wikipedia:Cita le fonti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cita_le_fonti"&gt;senza fonte&lt;/a&gt;]. Fanno funzionare i sistemi di comunicazione e di intelligence dello &lt;a class="new" title="United States Northern Command (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=United_States_Northern_Command&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;United States Northern Command&lt;/a&gt; in &lt;a title="Colorado" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colorado"&gt;Colorado&lt;/a&gt;, preposto al coordinamento della risposta ad ogni eventuale attacco contro gli USA [&lt;a title="Wikipedia:Cita le fonti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cita_le_fonti"&gt;senza fonte&lt;/a&gt;]. Per delega del &lt;a title="Segretario di Stato degli Stati Uniti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Segretario_di_Stato_degli_Stati_Uniti"&gt;Dipartimento di Stato&lt;/a&gt;, stanno stipulando contratti con governi stranieri, addestrando soldati e riorganizzando apparati militari in &lt;a title="Nigeria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nigeria"&gt;Nigeria&lt;/a&gt;, &lt;a title="Bulgaria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bulgaria"&gt;Bulgaria&lt;/a&gt;, &lt;a class="mw-redirect" title="Taiwan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taiwan"&gt;Taiwan&lt;/a&gt;, e &lt;a title="Guinea Equatoriale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guinea_Equatoriale"&gt;Guinea Equatoriale&lt;/a&gt; [&lt;a title="Wikipedia:Cita le fonti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cita_le_fonti"&gt;senza fonte&lt;/a&gt;]. Il giro d'affari delle CMP supera attualmente i 100 miliardi di dollari annui.&lt;a title="^ a b Barry Yeoman. «Soldiers of Good Fortune», Mother Jones, 2003-06-01. URL consultato in data 2007-05-08. " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Compagnia_militare_privata#cite_note-Soldiers_of_Good_Fortune-2"&gt;[3]&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4598983928069741418-6709837726378459125?l=contractoraction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://contractoraction.blogspot.com/feeds/6709837726378459125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/cosa-e-un-contractor.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/6709837726378459125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4598983928069741418/posts/default/6709837726378459125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://contractoraction.blogspot.com/2009/11/cosa-e-un-contractor.html' title='Cosa è Un Contractor'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03059543118240255350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvxLdIkw62I/AAAAAAAAABA/CQz6GL00G0w/S220/sangiorgio21qt.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pfiUftnMggM/SvtQWISfU7I/AAAAAAAAAAM/k8lKWT59do8/s72-c/iraq_contractors_rumb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
